Boom di casi in Islanda, dove sono tutti vaccinati: verso lockdown

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«Se è vero è un brutto colpo. Se non è vero mi aspetto smentite, denunce, scuse ufficiali. Islanda, boom esponenziale di casi Covid nell’isola dove tutti sono vaccinati: tornano coprifuoco e restrizioni». Lo scrive in un tweet il cantautore Enrico Ruggeri.

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Kamilla Sigríður Jósefsdóttir, capo epidemiologo nazionale, afferma che l’attuale tendenza alle infezioni è preoccupante e che il tracciamento dei contatti si sta rivelando sempre più difficile: “a differenza delle ondate precedenti, gran parte delle persone che sono positive al virus non si sono autoisolate, il che significa che hanno avuto maggiori probabilità di aver diffuso il Covid ad altre persone”.

Questo perché i vaccinati si credono protetti dal virus. Non lo sono. Se non in parte. Non lo sono contro le varianti. Per questo sono in un certo senso più pericolosi dei non vaccinati.

Proprio in queste ore, la Norvegia ha tolto dalla lista verde delle nazioni sicure, l’Islanda.




3 pensieri su “Boom di casi in Islanda, dove sono tutti vaccinati: verso lockdown”

  1. Siccome i “padroni” lo sanno, come si giustifica tutta questa ansia per farci la punturina ad ogni costo? E siccome hanno sottoposto così tanta gente ad una terapia genica sperimentale, come giustificare gli effetti indesiderati dell’esperimento se non con “nuove varianti” e “due minuti d’odio” giornalieri contro i non vaccinati? Inoltre, ormai mi pare chiaro che l’obiettivo finale della truffa è la griglia tecnologica di controllo. E lo faranno.

  2. Il presidente del Messico ha accusato platealmente là case produttrici dei vaccini di interferenza indebita nelle politiche sanitarie degli Stati sovrani.
    Il ministro della salute del Messico ha rincarato la dose, denunciando una campagna mediatica pseudoscientifica mondiale per promuovere i vaccini.
    Non aggiungo altro.

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