Sorella spacciatore marocchino diventa prezzemolina televisiva e dà lezioni agli italiani

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Indecente intervista a novanta gradi di Mediaset alla sorella dello spacciatore e pluripregiudicato marocchino morto durante una violenta aggressione a Voghera.

Da notare che la ‘cittadina italiana’ parla sempre come marocchina. Renderli ‘italiani’ serve solo a creare elettori del Pd.




13 pensieri su “Sorella spacciatore marocchino diventa prezzemolina televisiva e dà lezioni agli italiani”

  1. questa donna se aveva un famigliare morto da vaccino, non la facevano parlare mai e poi mai in TV

    adesso sara strumentalizzato il razzismo dei leghisti
    per portare acqua al mulino
    di chi da questa immigrazione, ci fa un sacco di soldi

  2. Anche le famiglie di: Pamela, Desirée, la piccola Jessica, Giulio, chi ha subìto gli attentati nel museo del Bardo, attendono giustizia o chi l’ha avuta da una nostra “equivalente” islamica, come istituzione, non è stato affatto soddisfatto senso di giustizia.
    Purtroppo è morta una persona, ma se il fratello non avesse avuto intenzioni cattive, sarebbe ancora vivo. Non capisco come sua sorella si definisca italiana, quando vive in Francia, come può definire uno malato perché non si lava, lui aveva dei problemi con la giustizia, non conosco che abbia pagato e soprattutto due decreti di espulsione.
    Non si espelle uno che puzza, al massimo lo costringi a fare la doccia.
    Bisognerebbe sapere quanto ha influenzato la Taqiyya. Uno sarà martire, il defunto e l’altro un criminale a vita, l’assessore.
    I politici se c’erano, erano là per interesse elettorale e chissà che non le faranno la proposta di entrare in consiglio comunale, come “ambasciatrice dei diritti umani”?

  3. In Marocco gli spacciatori sono condannati come minimo a morte e le loro famiglie si vergognano di avere in casa un elemento di tale disonore, qui in Italia grazie alle teorie di sinistra i porci pretendono di essere considerati dei signori gli soacciatori dei santi

  4. Fanno sempre le vittime loro. La loro presenza sul nostro territorio rappresenta una metastasi, per cui le vere vittime siamo noi. Il suo amato fratello era un essere schifoso che ha meritato di fare quella fine. Si permette anche di giustificare l’attività di spaccio della droga che faceva, dicendo che non “uccideva nessuno”: uccideva i clienti!

  5. Siamo un paese ostaggio delle flatulenze emotive sinistroidi.
    Il senso di giustizia con il “fondoscala” tarato e sbilanciato verso lo straniero considerato vittima a prescindere.

  6. Questa tarlucca si definisce italiana.Questa è pericolosa per la Nazione e la sua Sicurezza.Sarebbe opportuno toglierle immediatamente la nazionalità italiana e rispedirla al suo paesello.Ma il Pd non vuole.

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