Grillini dicono sì anche a prescrizione pur di non mollare poltrona

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I ministri grillini dicono si anche alla prescrizione dopo una pantomima di 8 ore in Consiglio dei ministri sulla riforma del processo penale.

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Il M5S, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti di governo, incassa il regime speciale per tutti i reati di mafia, fuori dalla griglia dell’improcedibilità. Nel dettaglio, l’intesa dovrebbe prevedere nessun timing per i reati riconducibili al 416 bis e ter, dunque processi sine die. Mentre per i reati aggravati da mafia sei anni di appello, con un regime transitorio da qui al 2024. Dal 2025, l’appello scenderà a 5 anni.

L’accordo è stato raggiunto all’unanimità, dunque col voto del Movimento. Ha ragione Renzi, Di Maio non mollerà mai la poltrona.

La soluzione per la lentezza della giustizia? Eliminare i reati di opinione e depenalizzare reati come la ‘diffamazione’ che vengono utilizzati per minacciare giornali e blog e che ingolfano la giustizia italiana.




8 pensieri su “Grillini dicono sì anche a prescrizione pur di non mollare poltrona”

  1. che il M5S si e’ svelato come un bleuf
    e’ fatto ormai acclarato
    e ben risaputo
    anche prima che raggiungessero elevate percentuali di consenso

    ma preoccuparsi del M5S quando ad esempio
    la lega o la Meloni
    e’ una vita che paraculano quei deficienti del loro elettorato e tutt’oggi aumentano pure il consenso
    equivale a fare come i carabinieri,
    che tra tutte le pecore vanno a prendere proprio il cane

  2. Per accelerare i tempi della giustizia bisogna abolire il ricorso in appello verso una sentenza di assoluzione dell’imputato. È una cosa che non ha senso, se un imputato viene assolto in primo grado è giusto che la cosa finisca là.

  3. Dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, e invece sono poltronari incalliti tali e quali a tanti personaggi che prendevano di mira.
    Senza calcolare tutti i danni che hanno fatto in posti come Roma. Ma d’altra parte da ex concorrenti del Grande Fratello, ex raccattapalle del San Paolo di Napoli, ex disoccupati vicini ai centri sociali (Fico) ecc. non è che ci si potesse aspettare chissà cosa.

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