Mattarella: vaccinarsi è un dovere morale

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“La pandemia non è ancora alle nostre
spalle, Soltanto grazie ai vaccini sia-
mo in grado di contenere il virus. Per
questo vaccinarsi è un dovere morale e
civico”. Lo ha detto il presidente Mat-
tarella alla cerimonia del Ventaglio,
incontrando i giornalisti parlamentari.

Dando per scontato che i vaccini funzionino anche con le varianti e, invece, non ne stimolino la nascita, perché dovrebbe essere un “dovere morale” vaccinarsi?

E’ come dire che indossare il casco è un dovere morale. In quale modo il motociclista senza casco danneggerebbe quelli con il casco?

Chiudere le frontiere era ed è un dovere morale.




12 pensieri su “Mattarella: vaccinarsi è un dovere morale”

  1. Non calpestare la Costituzione è un dovere morale e, particolarmente per chi è presidente della repubblica, istituzionale. Sergio, l’hai pure giurato, ora che fai? Ti tiri indietro? E i tuoi doveri? Anzi, per essere più precisi, i tuoi obblighi?

  2. Dovere morale è boicottarli questi vaccini. Ma lui spara queste stronzate perché i suoi padroni con la kippah gli hanno ordinato di farlo. Questi vaccini servono per sterminare la razza bianca e portare definitivamente a termine il Piano Kalergi.

  3. Ma se la carica virale della variante Delta è la stessa, sia tra vaccinati che i non vaccinati, a quale dovere morale di riferisce?
    Semmai il solo dovere morale resta quello di evitare reazioni allergica pericolose, soprattutto tra i giovani.

    1. No: a questo sparatore di banali falsità si dovrebbe suggerire che se il “vaccinato” sarebbe già immune (cosa falsa) sebbene infetto, allora ne consegue è chi è sano a doversi proteggere dal “vaccinato”, senza con ciò farsi infettare da un vaccino che, oltre a infettarrti, causa tanti altri problemi al vaccinato. Ma si vede che sono cose troppo semplice per poter essere accettate da chi complica situazioni semplici per camuffare le magagne che ci stanno di sotto.

  4. L’euro e l’UE, che hanno originato il concetto di “trascurabilità dell’Italia” (tipico solo degli italiani: gli altri paesi sono rimasti ben nazionalisti, alla faccia loro) e di “superiorità dell’internazionalità sul localismo” (come se “l’internazionalità” non fosse composta di tanti “localismi”…), hanno reso alienati e scempiati gli italiani, complici anche certi giornalai a libro paga dei neonazisti di Davos e Bilderberg.
    Se l’Italia fosse rimasta una nazione sovrana, nessuno si sarebbe mai sognato di definire “trascurabili” i morti di vaccino (mentre non si possono definire allo stesso modo quelli della farlocca e gonfiata “pandemia” di covid) nè “restrizioni necessarie” quelle che i politicanti servi del globalismo vorrebbero farne conseguire: anche perchè non ci sarebbe stata nemmeno l’importazione forzata di falsi profughi untori di nuove varianti (prontamente scagionati dai suddetti giornalai, pena la taccia di “rassismo”).
    Costui, che parla di “libertà” in salsa Davos, è uno dei tanti genuflessi del globalismo che, in questo scorcio di decennio, hanno le maggiori responsabilità in tutto ciò, a partire dal rifiuto di sciogliere le camere “per via della pandemia”, che ha portato alla riconferma dei corrotti di prima (al netto di incapaci come Salvini).
    Un personaggio a dir poco discutibile, che afferma e propaganda cose tanto banali quanto discutibili al riparo dell’intoccabilità del pdr, agitata dai suoi lacchè (con tanto di denunce e incursioni delle ffoo) ogni qual volta lo si riferisce alle suddette responsabilità. Questo è l’ennesimo sintomo caratteristico della “democrazia” che regna in ItaGlia, provincia di peones e utili idioti del reich globalaro “europeista”.

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