Africano si diverte a stuprare donne italiane davanti ai Carabinieri

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Si è reso autore di diverse tentate violenze sessuali perpetrate nelle settimane scorse ai danni di donne che passeggiavano a Foggia in diversi momenti della giornata.

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Ieri sera i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale del capoluogo dauno, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un senegalese, di 33 anni, già noto alle forze dell’ordine. Sono tutti già noti.

L’uomo, irregolare sul territorio nazionale e già destinatario di ordini di espulsione, aveva occupato un immobile disabitato proprio vicino alla sede del Comando Provinciale dell’Arma. I proprietari dello stabile erano stati attivati dal Comando dell’Arma per gli interventi di competenza. Foggia da anni è invasa da clandestini e gli episodi di violenza si susseguono.

Roba da vergogna. Un clandestino che occupa un palazzo davanti ai Carabinieri e loro non possono fare nulla. E lui stupra.

Anche le cronache locali avevano in qualche modo segnalato la sua presenza, in particolare la sua corporatura imponente e gli atteggiamenti aggressivi. Il 33enne era anche un accumulatore seriale di materiali e rifiuti vari. Le indagini svolte dagli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica, si sono in particolare concentrate su alcuni episodi verificatisi ai danni di tre donne, nelle giornate del 22 e del 25 giugno scorso. Sono state le testimonianze coraggiose delle vittime molestate e la analisi certosina delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona svolte dai carabinieri che hanno consentito di acquisire i gravi elementi indiziari sulla base dei quali la Procura della Repubblica ha avanzato richiesta di misura cautelare in carcere. Il senegalese, nei prossimi giorni verrà interrogato dal gip del Tribunale di Foggia.

L’Autorità giudiziaria ed i carabinieri ritengono di aver messo fine ad una situazione che aveva di fatto creato allarme sociale in città. Fondamentali, ancora una volta, le attività di controllo del territorio e le rigorose procedure giudiziarie in materia di codice rosso.Non si escludono che si siano verificati ulteriori episodi, seppur di portata minore, motivo per il quale la cittadinanza “è invitata a denunciare presso i Comandi Carabinieri eventuali fatti analoghi non ancora segnalati alle Autorità istituzionali”, conclude l’Arma.

Denunciate, che poi loro non sono nemmeno in grado di sgomberarlo da un palazzo davanti alla loro sede. A morte i rigoristi.




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