Caccia a medici e cittadini che hanno partecipato a manifestazioni anti-green pass: “Non avevano il permesso”

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Sono una decina le persone che saranno denunciate dalla digos della questura di Firenze per la manifestazione contro il Green pass svoltasi sabato scorso in piazza della Signoria. Il reato contestato è quello di manifestazione non preavvisata.

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Secondo quanto appreso, si tratterebbe di coloro che avrebbero condotto e gestito l’evento – organizzato senza inviare alcun preavviso alla questura -, fornendo ad esempio l’impianto acustico e prendendo per primi la parola al megafono.
Non sarebbero stati invece identificati al momento gli ideatori della protesta, indetta a livello nazionale attraverso un tam tam sui social, su Whatsapp e su Telegram. A una delle persone identificate sarebbe contestato anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

In una democrazia non è lo Stato che ti dà il permesso di manifestare. L’Italia non è una democrazia.

”Stiamo valutando se esistono i presupposti per un’azione disciplinare e se sarà il caso apriremo un procedimento”. Lo afferma il presidente dell’Ordine dei medici di Novara, Federico D’Andrea, in merito ala presenza di Luigi Garavelli, primario di Malattie Infettive di Novara, alla manifestazione ‘no pass’ di Alessandria.

“l vaccino è uno strumento importantissimo con il quale i sanitari si possono garantire contro il Covid e, di conseguenza, garantire anche i cittadini – aggiunge -. E il green-pass si inserisce perfettamente tra i provvedimenti che si possono adottare per contenere la pandemia”.

Roba da pazzi. Vogliono radiare un medico perché ha partecipato ad una manifestazione democratica. Questa è una violazione della costituzione italiana, oltre che un abominio morale.

Intanto, però:

“I procedimenti disciplinari sono il punto più alto dell’attività ordinistica e non possono diventare processi di piazza, con una sentenza richiesta a gran voce con un mail bombing, attraverso i social e neppure con un esposto. Invitiamo tutte le parti ad abbassare i toni e a riportarli all’interno di un dibattito civile e democratico”. Lo dichiara all’Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, intervenendo sulla scelta del del Codacons di denunciare il virologo Roberto Burioni, chiedendone la radiazione dall’Ordine dei medici, per il post su Twitter in cui scriveva: “Propongo una colletta per pagare ai no-vax gli abbonamenti a Netflix per quando, dal 5 agosto, saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci”.

“Tutti i medici sono chiamati a promuovere la vaccinazione, come via per uscire dalla pandemia di Covid – sottolinea Anelli – Ricordiamo inoltre l’obbligo vaccinale per i medici, come requisito per esercitare la professione. Comprendiamo infine l’amarezza dei medici e degli infermieri, che hanno vissuto in prima linea gli effetti devastanti del Covid, di fronte al rifiuto da parte dei cittadini di vaccinarsi”.

Secondo il presidente Fnomceo, “dobbiamo però tener presente che le manifestazioni dei giorni scorsi erano contro il Green pass, più che contro il vaccino in sé. Bisogna stare attenti a non censurare le opinioni, anche se non condivise – precisa – e, per noi medici, a correlare la loro espressione ai dettami del Codice deontologico. Una comunicazione ‘gentile’ è inoltre una buona strada per accogliere e convincere gli esitanti”.

Infine dall’Ordine dei medici arriva un appello alla politica: “La scienza non ha tessere di partito. La scienza propone evidenze misurabili, dimostrabili, riproducibili. La politica ha semmai il compito di utilizzare tali dati per prendere decisioni a favore della collettività. Da qui l’invito a tutti – conclude Anelli – rispettare le verità scientifiche, come indice di progresso della nostra società”.




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