Jihadisti sui barconi: vengono a decapitare italiani traghettati dal governo

Vox
Condividi!
VERIFICA LA NOTIZIA

L’ultimo attentato terroristico vicino casa nostra è quello avvenuto in Francia, nella chiesa Notre-Dame di Nizza il 29 ottobre del 2020. L’autore del gesto, il tunisino Brahim Aoussaoui, era sbarcato a Lampedusa l’estate scorsa. Dopo aver trascorso la quarantena sulla nave Rhapsody, era stato trasferito a Bari. Poi, con un foglio di via, aveva fatto rientro in Sicilia e da qui, invece di tornare a casa, ha raggiunto Nizza decapitando tre persone dentro la chiesa. Alla luce delle minacce rivolte gli scorsi giorni all’Italia, il precedente dello scorso anno crea un campanello d’allarme che non può essere sottovalutato. L’entità massiccia degli sbarchi, soprattutto di tunisini, registrati in questa prima parte dell’anno, fa temere per un serio rischio terroristico che approda assieme ai migranti.

A confermarlo a IlGiornale.it è l’analista dello IAI (Istituto Affari Internazionali) Marco Venturi: “Il rischio di attentati terroristici in Italia – dichiara l’analista – è reale, ma non è direttamente collegato agli sbarchi irregolari”. Venturi spiega che non vi sono correlazioni dirette tra i due fenomeni, tranne in un paio di casi di persone già radicalizzate o radicalizzate dopo l’arrivo in Italia. “Potenzialmente – ci spiega – i rischi derivano più dagli ‘sbarchi fantasma’ fatti con piccole barche, rispetto agli sbarchi di massa. Questo anche perché tutti coloro che giungono nei punti di crisi in Italia sono sottoposti a dettagliati controlli di sicurezza con l’assistenza della guardia di frontiera e costiera e di Europol”.

Vox

Rispetto agli anni passati, questa volta le minacce sono più dirette ed esplicite: “L’impressione – ha confermato Bernardo Venturi – è che l’Italia non sia mai uscita dalle potenziali minacce dell’Isis, ma si è aggiunta un’attenzione più forte durante la settimana della riunione ministeriale della coalizione anti Daesh a Roma”. L’allerta è massima. Anche perché i dati del Viminale mostrano sbarchi in aumento dai Paesi più a rischio terrorismo. A partire dalla Tunisia. Dal primo gennaio ad oggi sono arrivati 4.470 tunisini, di questi buona parte con sbarchi autonomi avvenuti a Lampedusa. È bene ricordare che la Tunisia è il Paese con il più alto tasso di foreign fighters, di combattenti stranieri che si aggregano all’Isis.

Occhi puntati anche sull’Egitto. Rispetto agli anni passati, stanno sbarcando molti cittadini egiziani, da gennaio ad oggi per la precisione 2.127. Anche qui la presenza jihadista è ben ramificata, nonostante le azioni del governo de Il Cairo volte a colpire le cellule terroristiche. Il sospetto è che alcuni personaggi pericolosi possano essersi infiltrati tra i barconi. Tra la Tunisia e l’Egitto, nella classifica dei Paesi di origine del flusso migratorio verso l’Italia, c’è il Bangladesh. Quasi 4.000 i bengalesi sbarcati da inizio anno. Il fenomeno terroristico in questo Paese asiatico è in ascesa da diversi anni, come dimostrato dall’attentato di Dacca del 2016 costato la vita a dieci italiani. L’attenzione quindi deve essere massima. Specialmente sul fronte degli sbarchi incontrollati.




Un pensiero su “Jihadisti sui barconi: vengono a decapitare italiani traghettati dal governo”

  1. Non solo a decapitate, ma anche ad imporre la loro legge di violenza… Purtroppo è morta una persona, ma almeno un assessore pur eccedendo nella difesa, ha cercato di opporsi alla violenza. Letta dice che solo i poliziotti e carabinieri dovranno girare con le pistole…ad acqua. Sì perché quanti sono i poliziotti che minacciati o colpiti vengono processati per eccesso colposo di difesa?
    Dai lettamaio, non scherzi con l’ingiustizia subita dagli italiani. Voi vi inginocchiate , per moda e convenienza, davanti ai neri, come se fossero i negus, ma vi dimenticate di quanti italiaini : uccisi, feriti gravemente con lesioni permanenti, tutte le violenze sessuali tentate o compiute, a danno delle donne italiane, lo spaccio, la prostituzione, il degrado originato da questi fenomeni in Italia.
    Senza poi considerare la vostra amicizia filo islamica, che mira a trasformare l’Italia in una casbah, in tutti i sensi.
    Vergognatevi e poi cantate bella ciao? Si in bella ciao, si cita l’invasore, solo che voi gli offrite tutto inclusa la dignità italiana, che non ha a che fare con quello che proponete voi. 🤮🤮🤮🤮🤮🐟🐟🐟🐟

I commenti sono chiusi.