Olimpiadi, nigerian* Egonu sfilerà con la bandiera olimpica

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Perfetto esemplare per sfilare con la bandiera che oggi rappresenta perfettamente il business apolide a cinque cerchi. Ci informa di questo tutto esaltato un italovivo:

E sticazzi? Vanno capiti, per oltre un mese con la Nazionale sono rimasti in astinenza da ‘negri’.

Da non confondere coi portabandiera italiani:

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10 pensieri su “Olimpiadi, nigerian* Egonu sfilerà con la bandiera olimpica”

  1. Le fattezze africane, soprattutto nelle donne, sono brutte. Quelle più carucce che ogni tanto ci spacciano come esempi sono quasi sempre, se non sempre, di razza mista dove l’apporto bianco se non si vede dalla pelle si vede dai lineamenti, cosa molto più importante.
    Ma purtroppo siamo sempre nell’alveo delle cose che ”non si possono dire”. Recente la notizia di uno che, a causa di uno spione che si è sentito ‘turbato’ si è ritrovato incriminato per dei meri auspici.
    Praticamente, se facciamo delle previsioni politiche, non so se indipendentemente dai nostri desideri, ma ciò che riteniamo sarà il futuro, siccome a qualche lecchino di merda non piace, e trova sempre la procura giusta che gli da ascolto, rischiamo.
    Non se ne può più, ma veramente, sembra di camminare continuamente sulle uova, parlano di libertà e diritti, e poi se non parli di checche, immigrati o stronzate ‘social’ ti condannano, prima dalla massa di ebeti, e se non basta, o in contemporanea, si arriva alle maniere più forti.

    1. Bé, diciamo che c’è una netta differenza tra quelli dell’Africa orientale e l’Africa occidentale.
      Anche mischiandosi con quelli dell’Africa occidentale non è detto che il figlio mulatto perda quei tratti marcati che disgraziatamente spesso risultano essere tratti dominanti; in soldoni si avrà un congoide decolorato.

  2. Già i noti spot di una nota marca alimentare urtano la vista, uno con lo spot sulla pasta in stile “Indovina chi viene a cena” con tanto di genero ne(g)ro a tavola assieme alla prole.

    Quello del pesto, con la ne(g)ra con la forchetta in bocca a mo’ di fellazio.

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