Studio, aumenta la paura degli immigrati in Italia: “Stuprano e sono troppo diversi”

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Lo rivela una ricerca secondo cui sono i pakistani gli stranieri dei quali, del tutto razionalmente, si ha più paura in Italia, seguiti dagli arabi, in particolar modo i nordafricani: marocchini, tunisini ed egiziani. Sono, del resto, le etnie in testa alle classifiche dei crimini degli immigrati.

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È questo il risultato di uno studio effettuato su un campione di 650 uomini e donne italiani tra i 18 e 55 anni. Un dato interessante.

Dopo le vicende della giovane Saman Abbas, pakistana, scomparsa dopo aver rifiutato un matrimonio forzato, sembra quindi essersi svegliato da parte dei nostri connazionali un certo senso di xenofobia nei confronti dei pakistani che vivono nel nostro Paese. Etnia responsabile di migliaia di stupri etnici nel Regno Unito.

E quali sono le principali cause di questa paura? La “diversità religiosa” (51% delle preferenze), “diversità culturale” (49%), “maltrattamento delle donne” (44%), “stile di vita e alimentazione diversi” (31%), “maltrattamento dei gay” (17%) e qui ecco il cortocircuito.

Secondo i dati Istat 2019, per il reato di “stalking” gli stranieri denunciati sono 2.409, per la violenza sessuale sono 2.079; gli italiani denunciati sono invece 12.951 per gli atti persecutori, mentre per le violenze sessuali si parla di 2.903 persone.

In pratica una popolazione di circa 5 milioni di immigrati commette quasi lo stesso numero di stupri di 55 milioni di italiani. La xenofobia è insomma ben riposta.




5 pensieri su “Studio, aumenta la paura degli immigrati in Italia: “Stuprano e sono troppo diversi””

  1. In onore dell’immagine a commento dell’articolo “la variante delta… eccetera”…

    Recensione obbligatoria – “Mio Figlio, Nerone” (Steno, Italia 1956)

    Minchia, Nerone… Di poche persone ho sentito parlare peggio. Forse solo di Adolfo e di pochi altri. Ma gli altri se la giocano.
    L’ho sempre immaginato esattamente come è raffigurato sulle monete: uguale a John Belushi che scende le scale prima di arrivare al “toga party”. Ma in pochissimi film è giustamente raffigurato biondo come era in realtà.
    In questo film Nerone è biondo.
    E questo film, anche se nessuno dei personaggi che lo hanno creato era al massimo della sua forma, vale sempre la pena. Steno alla regia, Lucio Fulci come “aiuto”, Mario Bava alla fotografia, Brigitte Bardot nella parte di Poppea Sabina, De Sica quello vero nella parte di Seneca e Albertone nel ruolo del mattatore. Senza citare il “contorno” con Gloria Swanson nella parte di Agrippina o “Furlanetto” come Segimero, generale germanico.
    In realtà è una “stupidaggine” senza nessuna pretesa; ma ci sono delle “invenzioni” incredibili dalla “vipera col cornetto”, alla “armatura di nonno” passando per “Poppea la buttiamo giù dalla rupe Tarpea”.
    Inoltre, sembra una minchiata, ma a Seneca fanno dire le cose che scriveva veramente.

    La faccia che fa “Aniceto” quando Nerone gli annuncia che la moglie sarà data in pasto ai leoni è un pezzo da maestro.

    “Corbulone! Tu preferisci i soldati alle ballerine! Sei anormale!”

    E la saggezza alle volte si trova nei posti più insperati: gli schiavi devono essere sordomuti. Altrimenti possono essere interrogati.
    Collegamento per “affitto diretto”, versione HD scarsa ma data l’età dell’opera assai nobile, 720.

    hd4me(punto)net/35471

  2. Xenofobia.
    Ricondurre ad una paura irrazionale e infondata una visione di politica igienica della nazione è errato, ed aderisce alla corrente principale dei padroni del discorso.
    Nessuno ha “paura” dei pakistani.
    La verità è che uno stato corrotto fin dalle fondamenta, produce e fomenta l’ingresso di soggetti del tutto incompatibili con il sistema di vita italiano.
    Italiano e bianco.
    Che male fanno i pakistani in tunica e cappellino quadrato, immancabile panza e sandali?
    Lo fanno eccome.
    Primo, perchè mancano di rispetto ad uno stato che non è e non sarà mai il loro, se non nei limiti in cui riescano a rovinarlo e a farlo arretrare e deculturare.
    E’ uno stato bianco greco latino, dalla più alta delle istituzioni (formali, visto che i bacarozzi che se ne sono impadroniti e le disonorano, ne impediscono l’ideale funzionamento) al più umile sanpietrino.
    Gli “altri” sono e restano estranei, anche se piace loro parassitare il parassitabile; vivere qui perché conviene, e perchè si tollerano i loro modi di vita, dalla reclusione delle femmine all’espansività pubblica delle loro visioni, che non importa valutare se siano giuste o stupide: è sufficiente valutare che nei posti dove si vive “come loro”, la situazione è ben diversa e, per lo più, fa schifo.
    La maggior parte degli alloctoni riduce pessimamente i posti di provenienza, e vorrebbe far lo stesso qui, perchè i bacarozzi di cui sopra glielo concedono.
    Non si tratta, tornando al punto, di paura.
    Se mai di rabbia, di frustrazione perchè considerazioni del tutto logiche – tutte quelle contrarie all’immigrazione di massa, o invasione, vista la plateale dannosità per il paese, a tutti i livelli – vengono sovvertite dai maledetti traditori, che non solo ci fanno sommergere dall’inciviltà, non solo non difendono i cittadini dai danni di quanto essi stessi fomentano, ma – e qui siamo all’apice – vietano ai cittadini stessi, in balia del loro destino, di reagire e finanche di difendersi.
    Questo è il punto.
    E gli estimatori dei bacherozzi rammentino sempre che la propaganda marcia che portano avanti a tamburo battente, vale finché la cosa non ti tocca, o non tocca chi ti sta vicino.
    Menti ottuse, quelle della gran parte della massa, che non ente il cetriolo avvicinarsi, e che spesso anche quando “a sfortuna-a” che è un belino che gira in giro al culo più vicino è arrivata, riescono a dar giustificazioni al sistema, a costo palese di rimetterci.

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