INGHILTERRA, RIVOLTA CONTRO I GIOCATORI NERI DELLA NAZIONALE: “E’ RAZZISMO”

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Johnson, che già aveva organizzato la festa: “razzismo contro calciatori GB”.

Il premier britannico Johnson denuncia
“insulti razzisti” nei confronti dei
giocatori inglesi, dopo la sconfitta
contro l’Italia nella finale degli
Europei di calcio a Wembley.

“I giocatori della nazionale meritano
di essere trattati da eroi, non coperti
da “insulti razzisti sui social media”,
twitta il premier. Sono stati presi di
mira in particolare i calciatori che
hanno sbagliato i rigori. Ferma condan-
na della Federazione calcistica ingle-
se, che chiede “punizioni dure” contro
ogni discriminazione.

L’Italia ha richiamato in Patria i figli degli italiani che vivono in Brasile. Voi avete invece chiamato i figli degli invasori. E avete perso.




4 pensieri su “INGHILTERRA, RIVOLTA CONTRO I GIOCATORI NERI DELLA NAZIONALE: “E’ RAZZISMO””

  1. Per me l’aspetto più soddisfacente di questa vittoria degli Azzurri agli Europei 2020 è proprio questo: l’unica nazionale di calcio dell’Europa occidentale etnicamente omogenea ha sconfitto una nazionale fortemente negrizzata. Anche se purtroppo non lo ha fatto nei 120 minuti di gioco, ma ai rigori. Una vittoria nei minuti di gioco sarebbe stata infinitamente più godibile. Secondo me, ma mi accontento.

    Comunque l’Inghilterra più che multirazziale è negrizzata, perché oltre ai ne(g)ri non vi sono elementi allogeni di altre razze. E non è una cosa da ora. Io ricordo che già negli anni novanta la nazionale albionica aveva dei ne(g)ri in rosa, anche se di meno rispetto ad oggi. Vi ricordate del difensore centrale Sol Campbell, peraltro compagno di squadra di Southgate? Oppure dell’attaccante Ian Wright, che in occasione di Italia-Inghilterra del 1998 all’Olimpico, sbagliò fortunatamente per noi un goal a porta vuota prendendo il palo? Tutti di origine giamaicana salvo alcuni come il nigeriano Saka, quello a cui il mitico Donnarumma ha parato il rigore. Più che Inghilterra è Giamaichilterra. Che vergogna.

    Ovviamente lo stesso discorso vale per la Franciafrica e il Belgio (o Congo Belga). Troppi ne(g)ri in Europa, e di conseguenza sono troppi nelle rappresentative sportive, in particolare quelle calcistiche. Ma la cosa grave è che tutto ciò viene tollerato e considerato normale. Perché viviamo nell’epoca peggiore di sempre, in cui l’anormale è considerato “normale”.

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