Facebook ‘sospende’ Trump fino al 2022, ma intanto si ricontano i voti

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Facebook sospende Donald Trump fino al 7 gennaio 2003. La ‘squalifica’ durerà nel complesso due anni esatti: la sospensione è iniziata con l’esclusione dell’ex presidente a causa dei suoi commenti che -secondo Facebook- hanno contribuito ad incitare la folla ad assaltare il Congresso il 6 gennaio. Passati i due anni, Facebook deciderà un eventuale reintegro valutando il “rischio per la sicurezza del pubblico”. Se la sospensione sarà sollevata, Trump sarà comunque sottoposto a “strette sanzioni” in caso di nuove violazioni, spiega un post sul sito web di Facebook.

“Sapevamo che ogni sanzione che avremmo applicato, o non applicato, sarebbe stata controversa – ha scritto il vice direttore per gli affari globali di Facebook, Nick Clegg – sappiamo che la decisione di oggi sarà criticata da molte persone di parte politica opposta, ma il nostro lavoro è prendere delle decisioni”. Le sanzioni contro Trump sono state prese nell’ambito di nuove linee guida stabilite da Facebook nei confronti di personalità pubbliche in occasione di violenze e rivolte.

Ovviamente la ‘sicurezza’ dell’oligarchia. Che si sente minacciata dal populismo. Intanto a Maricopa, in Arizona, stanno ricontando le schede su ordine del Parlamento locale, e sembra che abbia vinto Trump. E’ solo l’inizio.




6 pensieri su “Facebook ‘sospende’ Trump fino al 2022, ma intanto si ricontano i voti”

  1. Se ci fosse il boicottaggio di massa di Facebook, cosa che il sottoscritto fa fin da quando è stato creato, penso che la smetterebbero di censurare chi non è allineato al liberalprogressismo.

  2. io sto co’trump! chiudete i social , la china e il ruttoquotidiano son tutti vermi, zecche, disadattati, nullafacenti fecali , chiudete il post, il fuffintonspot, fanfake, open si your ass nigga!

  3. “Intanto a Maricopa, in Arizona, stanno ricontando le schede su ordine del Parlamento locale, e sembra che abbia vinto Trump. E’ solo l’inizio” deve essere bello vivere nel fantastico mondo di Trump dove ciò che conta non è la realtà ma i suoi deliri di onnipotenza.

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