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Consigliere islamico del PD conferma: “Sinistra tace sull’Islam perché vuole il voto degli immigrati”

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Marwa Mahmoud, musulmana egiziana, nata ad Alessandria d’Egitto e trasferitasi poi in Italia prima a Modena e poi a Reggio Emilia, è stata eletta consigliere comunale del Partito Democratico a Reggio Emilia, dove la famiglia pakistana avrebbe ucciso e poi sepolto la figlia Saman.

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“Da parte nostra c’è timore a intervenire su questi temi. Negli ultimi vent’anni c’è stata sottovalutazione. Parliamone. Mettiamoci la faccia. Io, da musulmana e da consigliera Pd, per prima”.

Sostanzialmente conferma la teoria del sociologo Luca Ricolfi il quale sostiene: “La sinistra teme che i lati più imbarazzanti di quella cultura, e in particolare il suo modo di trattare la donna, compromettano il progetto politico di diventare i rappresentanti elettorali di quel mondo, grazie all’allargamento del diritto di voto agli immigrati”.

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Così facendo, sempre secondo Ricolfi, in nome del politicamente corretto “si viene a instaurare una sorta di presunzione di innocenza, o di responsabilità attenuata, per chiunque commetta reati ma abbia il vantaggio di far parte di una categoria “protetta””.

Marwa: “Sono temi delicati e complessi se non si hanno basi antropologiche solide. C’è paura di essere strumentalizzati e additati come razzisti. Si è tergiversato troppo preferendo agire con paternalismo, assistenzialismo e accoglienza. Che, sia chiaro, va bene. Ma non basta. Tutto il resto è diventato tabù, come la mutilazione ai genitali femminili per esempio”.

“In Italia il tema non è mai stato trattato in modo sistemico, ma solo a livello politico ideologico come nel caso di Hina Saleem. Non è sufficiente aver inserito il reato nel codice penale”. E aggiunge: “Occorre una risposta integrata che passa dall’educazione ai servizi territoriali, alle forze dell’ordine. Non si risolve tutto allontanando la vittima in una comunità protetta. E il caso Saman insegna: è tornata a casa. I figli cercano sempre di recuperare i rapporti con la famiglia”. È necessario, dunque, “andare nelle comunità e nei luoghi di culto, spiegando che nessuno può essere costretto a sposarsi e che non deve essere visto come un disonore ricevere un ‘no'”.

L’unica soluzione possibile, quindi, è tenerli lontani da noi. A casa loro facciano quello che vogliono. Invece il PD vuole importarli in Italia perché facciano quello che gli italiani non vogliono più fare: votarli.




3 pensieri su “Consigliere islamico del PD conferma: “Sinistra tace sull’Islam perché vuole il voto degli immigrati””

  1. Questi lerci comunisti di merda non l’hanno ancora capita che appena ci sono le condizioni per creare un partito islamico il voto a quegli scemi Pidioti non lo danno più.Ed in questo paese di BELINONI comanderanno loro.

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