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Giudice grazia Rackete: riconosce il ‘dovere’ di speronare motovedetta italiana. Liberò anche spacciatore

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Qui ormai siamo nell’ambito della sovversione e dell’eversione. Un giudice italiano che dà il via libera allo speronamento di una nave da guerra italiana. D’ora in poi le ong potranno fare quello che vogliono. Ancora più di ieri. Sanno che la parte ideologicamente corrotta della magistratura è dalla loro parte. Si indaga chi scrive cose e non chi tenta di uccidere dei militari italiani per scaricare la merce raccattata in Libia.

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Patronaggio chiede:

PATRONAGGIO CHIEDE ARCHIVIAZIONE PER RACKETE: ‘AVEVA IL DIRITTO DI SPERONARE MOTOVEDETTA ITALIANA’

E il gip Alessandra Vella accoglie la richiesta e manda in archivio il fascicolo rilevando la “insussistenza del primo reato e la discriminante dello stato di necessità”. Un po’ come lo spacciatore che ha liberato tempo fa.

Classe 1975, nata ad Agrigento, con un passato a capo della sezione locale dell’Anm, il sindacato dei magistrati. Alessandra Vella è il gip che ha smontato le accuse a carico di Carola Rackete e l’ha rilasciata come niente fosse. Un buffetto e via. Non ha ritenuto grave né l’essere entrata a forza nelle acque territoriali italiane né aver speronato una motovedetta della Guardia di Finanza. E tantomeno ha considerato grave l’aver fatto entrare in Italia una cinquantina di immigrati irregolari. Via, libera.

Scrivemmo:

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Alessandra Vella, la toga pro-ong che ha liberato Carola Rackete, già indagata per falso e abuso, con l’accusa di avere prodotto un verbale falso, pochi giorni prima di scarcerare la capitana che ha speronato una motovedetta italiana, ha rimesso in libertà uno spacciatore tunisino trovato in possesso di 12 grammi di hashish.

Insomma, è chiaro da che parte stia.

Con lei, come abbiamo già scritto, ha un contenzioso l’avvocato Giuseppe Arnone, finito agli arresti, che l’ha denunciata per falso. Arrestato, nei giorni scorsi, per averle dedicato un capitolo del suo libro su magistrati da lui ritenuti corrotti.

SeaWatch, Gip pro-Ong di Agrigento indagata per reati di falso e abuso

Ora la polizia postale è al lavoro per identificare le migliaia di italiani che sul web l’hanno ‘minacciata’.

Ma, scusate, se si può impunemente speronare una nave militare, irrompere in acque e porti senza permesso, perché non si potrebbe fare lo stesso con un magistrato che libera spacciatori e trafficanti umanitari?




4 pensieri su “Giudice grazia Rackete: riconosce il ‘dovere’ di speronare motovedetta italiana. Liberò anche spacciatore”

  1. la solita analfabeta che non sa neppure che una motovedetta è una nave da guerra mattarella finiscila di dare a mangiare a ste cazzo di papere , muovi il culo e vedi che cazzo devi fare altrimenti levati dai coglioni , come un vecchio rincoglionito di merda

  2. Magistratura del cazzo, ovviamente rossa. Voi e le ONG , fate semplicemente schifo a portare in Italia un mare di merda come possono esserlo i ne(g)ri .

I commenti sono chiusi.