23 positivi su volo Delhi-Roma: c’è anche la Variante Indiana e altre mutazioni

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Il dieci per cento di chi arriva via aereo dall’India è quindi presumibilmente positivo. Ma non sono mai stati fatti tamponi prima che il problema esplodesse a livello mediatico.

Dei 23 positivi al test molecolare riscontrati fra passeggeri e membri dell’equipaggio del volo proveniente dall’India, atterrato a Fiumicino il 28 aprile, almeno una persona presenta tutte le mutazioni tipiche della variante “indiana”. Lo si apprende dallo Spallanzani di Roma.

“Altre 12 sono riconducibili a ceppi indiani mancanti di questa specifica mutazione” aggiunge l’istituto.

Siamo al 5 per cento. Immaginate le migliaia sbarcati nelle settimane prima che Speranza si degnasse di chiudere i voli, ai quali nemmeno sono stati fatti tamponi, e capirete che, ormai, ce l’abbiamo in casa.

Stando ai dati dei contagi in India, “l’impressione è che la variante indiana abbia un impatto importante”. Cosi’ all’AGI il direttore Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, commentando il caso di variante indiana emersa dallo screening effettuato dallo Spallanzani sui 23 positivi del volo New Delhi-Roma.

“Quanto sia piu’ virulenta non lo so dire, ma sulla sua capacità di diffusione ci sono pochi dubbi”, ha osservato Galli, secondo cui “anche sull’efficacia dei vaccini si sa poco. C’è qualche posizione ottimistica, ma è tutto da vedere”. L’infettivologo ha poi aggiunto che “varianti di questo genere rappresentano anche un monito affinché il problema sia risolto a livello globale”.




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