Vaccino cinese non funziona: boom di contagi a Prato, provincia più colpita d’Italia

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Prato è in Italia la provincia più colpita dalla pandemia Covid in rapporto alla popolazione residente. Quella macchia rosso scuro nella cartina dello Stivale, elaborata da Lab24, l’osservatorio del Sole 24 Ore sull’epidemia, corrisponde ai conti che ognuno può fare anche da solo sommando i contagiati degli ultimi sette giorni (798) e dividendoli per 2,57: il risultato è un’incidenza settimanale di 310, ben oltre quella di 250 che potrebbe far scattare la zona rossa.

Nessun altro, eccetto Prato, oltre i 300.

Il sindaco PD Matteo Biffoni ne prende atto. «Mi rimetto alle decisioni della Regione che ha un quadro completo dei dimessi, dei guariti, dei vaccinati – dice il primo cittadino – Poi, certo, sono preoccupato e spero che la gente non legga l’eventuale cambio di colore come il segno che il virus è scomparso perché così non è. Rispetto a prima vedo un numero abbastanza alto di cittadini cinesi che risultano positivi. Il motivo dell’alto numero dei contagi che ci sono in questi giorni a Prato nessuno lo sa con certezza. Io propendo per la spiegazione data l’altro giorno dal presidente dell’Ordine dei medici, Moradei: tante fabbriche e alta densità abitativa».

Nei prossimi giorni, quale che sia il colore di Prato, non dobbiamo aspettarsi particolari provvedimenti restrittivi oltre a quelli già in vigore.

Intanto, come detto, l’epidemia non frena e i contagi continuano a salire per il quarto giorno consecutivo. A Prato i nuovi casi segnalati dal bollettino quotidiano della Regione sull’epidemia sono 124 (erano 79 quattro giorni fa, poi 93, 104 e ora 124). Si segnalano anche due vittime, due uomini di 63 e 80 anni, entrambi pratesi morti al Santo Stefano, che portano il totale a 489. Il totale dei contagiati corre verso i 20.000 (finora 19.847) e l’incidenza settimanale in rapporto alla popolazione è di 310.

Va registrato un lievissimo miglioramento nella situazione dei ricoveri: si sono liberati quattro posti letto alle cure intermedie del Centro Covid Pegaso (54 occupati su 58) e un paio di posti all’ex padiglione di Malattie infettive del vecchio ospedale (21 posti occupati su 23), mentre al Santo Stefano sono ancora tutti occupati i 154 posti letto dell’area Covid e 18 su 20 nella Terapia intensiva Covid. Tutto pieno alle cure intermedie della Melagrana di Narnali (42 su 42). Anche questo è un parametro di cui si tiene conto quando si decide un cambio di colore, ma questa è la situazione di Prato, mentre il resto della regione sembra stare meglio, nonostante ieri e oggi i nuovi contagiati siano tornati sopra la soglia psicologica dei mille.

Inutile fare discorsi. Prato è la città italiana con la più alta presenza di cinesi, tra l’altro accatastati come scatole, e sappiamo che sono stati inoculati con il loro vaccino, credendo di essere immuni. Vaccino che, come noto, come tutti i tarocchi gialli, non funziona. Ecco spiegato il ‘caso’.




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