Baby gang di immigrati scatenate a Torino: razziano i bus, sputano ai passeggeri e rubano tutto

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L’articolo di Repubblica sulle bande di figli di immigrati che terrorizzano Torino, come Milano e le altre città italiane, inizia così:

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Agiscono in modo diverso dalle organizzazioni tradizionali, senza alleanze tra comunità. Immigrati di 12 o 16 anni, mimetizzati dagli abiti delle grandi griffe.

Youssef, figlio di una madre sola, vita al limite, ha 14 anni e si prepara ad affrontare il suo primo processo ma il suo nome è già conosciuto in tribunale: altre volte era stato fermato, sempre per rapina, quando era troppo piccolo per essere imputabile. Mehdi, 16 anni, la scuola lasciata a metà, è un dio a sbloccare monopattini e bici a noleggio, li ruba e li molla in giro, ma quando ci sale, firmato dalla testa ai piedi, sembra un tipo da pubblicità.

Ieri, l’ennesima baby gang ha colpito su una linea di trasporto pubblico urbano proprio a Torino. Sull’autobus 1, che collega piazza Carducci a via Artom, quattro ‘ragazzi’ come Youssef sono saliti e hanno cominciato a imbrattare il veicolo, insultando i passeggeri e sputando in giro per il bus. Una volta arrivato al capolinea in via Artom, l’autista ha bloccato la corsa e chiesto l’intervento della centrale operativa. L’autobus non è più ripartito in direzione opposta ed è stato portato in deposito per la sanificazione e la pulizia.

Vivono di sussidi e redditi di cittadinanza e intanto razziano le città. Questo è il frutto dei famigerati ricongiungimenti familiari. Stiamo entrando nell’incubo ‘francese’: prima rubano, rapinano e stuprano. Poi iniziano a sgozzare e farsi saltare in aria. Vanno espulsi, in massa. Altro che ‘ius soli’.




9 pensieri su “Baby gang di immigrati scatenate a Torino: razziano i bus, sputano ai passeggeri e rubano tutto”

  1. Molti anni fa conoscevo un tizio abruzzese, che lavorava nella mia città, se ricordo bene nella sicurezza privata, che parlando delle sue peripezie e vagabondaggi ad un certo punto disse di essere vissuti per un po’ a Torino. Erano anni diversi, non c’era ancora la feccia attuale.
    Ricordo nitidamente che esclamò, bellissima città ma.. è in Francia! Ovviamente ebbi da ridire. Tuttavia, è pur vero che la parte nordoccidentale della Penisola stia assorbendo prima del resto della nazione, per osmosi, temo, il peggio dell’esempio che arriva da Oltralpe.

    1. In Piemonte c’è sempre stata un’accentuata francofilia. Specie nelle cose peggiori. Cavour in ambito pubblico si esprimeva in italiano con forte influsso francese, in ambito privato totalmente in francese. Non solo, il re Carlo Alberto so formò culturalmente a Parigi.

  2. Costringono le amministrazioni comunali a cambiare autisti , poliziotti e vigili con quelli di fede islamica in modo da tener buona quella gente.
    Cosi a poco a poco si prendono pure i negozi .

  3. Hanno paura e fomentano guerre tra poveri.
    Gli immigrati islamici servono anche a questo.

    E’ una guerra contro i popoli e contro l’ uomo su piu livelli che adesso viene colpito da disoccupazione causa covid , colpito da teorie gender , distruzione famiglia e transumanesimo

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