Immigrati sui barconi col numero di avvocati italiani che poi fanno ricorsi dai giudici di Soros

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Una vera e propria organizzazione eversiva di cui il tribunale transnazionale è parte integrante. Tribunale, di fatto, controllato dalla rete di Soros.

Mettiamo in relazione la notizia dello scorso anno con quanto scoperto alcuni giorni fa:

I giudici che impongono i porti aperti e le adozioni gay sono tutti ex dipendenti di Soros: così la sua rete ha infiltrato la Corte europea

Funziona così: le ong finanziate da Soros presentano ricorsi davanti a giudici ex dipendenti delle ong di Soros. E vincono le cause contro gli Stati. Voi votate e lui governa. Per questo servono i ‘dittatori’ come Putin, per impedire che oligarchi come Soros controllino la democrazia attraverso il denaro.

Avrete sentito parlare del CEDU, famigerato tribunale sovranazionale le cui sentenze, in questi anni, hanno sempre imposto ai Paesi membri del consiglio d’Europa, attraverso le proprie sentenze, l’accoglienza dei clandestini, i privilegi di immigrati e zingari, l’approvazione dei matrimoni gay e via dicendo.

Bene, un rapporto del Centro europeo per il diritto e la giustizia (ECLJ) sulle ONG e sui giudici della CEDU, ha rivelato quello che già sapevamo: almeno 22 degli attuali 100 giudici della Corte dei diritti umani (CEDU) sono ex collaboratori di sette ONG, e hanno processato in numerose occasioni casi sostenuti dalle stesse ONG, in situazioni di conflitto di interesse flagrante.

Tra queste ONG, l’Open Society di George Soros si distingue per il fatto che dodici dei suoi collaboratori sono diventati giudici a Strasburgo e che finanzia le altre sei ONG coinvolte, a volte in larga misura. La massiccia presenza di giudici della stessa rete di ONG testimonia l’influenza di grandi fondazioni e ONG private sul sistema europeo di tutela dei diritti umani e ne mette in dubbio l’imparzialità.

‘In dubbio’. Diciamo che Soros e soci utilizzano le corti sovranazionali per imporre la propria agenda a Stati sovrani. E utilizzano anche la magistratura negli stessi Paesi. Siamo infatti certi che anche i giudici italiani a cui si rivolgono famigerate ong finanziate da Soros come quella che inizia con A e finisce con I e comprende anche le lettere S e G, fanno parte della stessa rete.

Per questo è essenziale che l’Italia esca da questi organi sovranazionali.

Un rapporto schiacciante mostra la presa della rete di ONG del miliardario sulla CEDU, che impone all’Europa la sua ideologia di “società aperta”. Rivelazioni esclusive.

Austria, Grecia e Italia sono state ‘invitate’ a legalizzare le unioni omosessuali; La Polonia a promuovere il diritto all’aborto; La Francia ad autorizzare il cambio di sesso “sulla carta”; L’Ungheria ad abolire l’ergastolo; La Russia è stata condannata per aver condannato le attiviste femministarde di Pussy Riot; L’Austria si è vista chiedere di legalizzare l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso; l’applicazione della Sharia in Grecia è stata convalidata.

Tutte queste sentenze sono correlate. Tutte sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) che detta la propria agenda ad un Paese europeo. Ogni volta, una ONG collegata alla rete Open Society Foundations (OSF) è coinvolta nel caso. Ogni volta, uno dei magistrati che pronunciano la sentenza è un ex dipendente dell’OSF o delle sue affiliate.

La ragnatela di Soros deve essere smantellata.




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