Frequentava la moschea e voleva tagliarci la testa

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Ricordatevi: li possono espellere solo perché non hanno ancora la cittadinanza italiana. Unico motivo per il quale non abbiamo ancora vissuto le scene di Parigi e Bruxelles. Ma già con l’attuale legge, presto saranno abbastanza.

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Inequivocabili manifestazioni di adesione allo “Stato islamico” quali, ad esempio, il “giuramento di fedeltà lealtà ed ubbidienza ad Abu Bakr Al-Baghdadi”.

Per questo l’ufficio Immigrazione della questura di Perugia ha dato esecuzione a un provvedimento di espulsione per motivi di prevenzione del terrorismo, a carico di un cittadino tunisino residente a Perugia e con regolare permesso di soggiorno.

Le indagini sono state portate avanti dalla sezione Antiterrorismo della Digos perugina e dal compartimento di polizia postale, coordinate dalla Procura e dal Servizio per il contrasto all’estremismo e al terrorismo della Direzione centrale della polizia di prevenzione. Dagli accertamenti è emerso che lo straniero era un assiduo frequentatore della moschea di Ponte Felcino, noto per l’arresto, avvenuto nel 2007, dell’allora imam Korchi El Mostapha e di altri due cittadini marocchini, condannati con sentenza passata in giudicato, per la prima volta in Italia, per il reato di “addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale”.

E l’hanno lasciata aperta. Anzi, ne fanno realizzare altre.

Il musulmano per gli inquirenti aveva «posizioni religiose radicali» ed era «estremamente attivo sul web», in particolar modo su Facebook, dove ha condiviso e diffuso numerosi post, sia pubblici che privati, con «immagini di esaltazione del martirio e contenuti di propaganda dei princìpi dell’autoproclamato “Stato islamico”», nonché «messaggi giustificativi degli attentati rivendicati dalla medesima organizzazione terroristica recanti frasi e immagini di propaganda di altre milizie jihadiste». Ma anche like e commenti su altri profili a video e testi che esaltavano formazioni terroristiche islamiche.




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