Giunta leghista chiude lo sportello immigrati: “Priorità agli anziani della città”, PD protesta

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Il comune di Novi Ligure chiude lo sportello immigrazione. Al suo posto l’amministrazione leghista vuole inaugurare un punto informativo per gli over 65 novesi. Così ha appiccicato la data di scadenza sulla porta dello sportello: chiuderà a partire dal primo di maggio

La notizia – comunicata dal Comune con un post sulla pagina Facebook del sindaco Gian Paolo Cabella – ha sconvolto la sinistra.

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“Nell’ambito delle relazioni con il pubblico sorge la necessità di offrire alla popolazione anziana, formata da cittadini novesi over 65, un metodo più adeguato di informazione sulle dinamiche amministrative per accedere ai servizi comunali, fiscali, di assistenza e sociali in genere, anche nei confronti di quei soggetti che non sono in grado di usare la tecnologia”, si legge nella comunicazione del Comune che ribadisce ad ogni riga la necessità di dare la priorità ai novesi con una rilettura in salsa locale dello slogan salviniano “prima gli italiani.

“Per far fronte alle esigenze degli anziani novesi l’amministrazione ha deciso di diversificare l’utilizzo delle risorse, purtroppo scarse, già disponibili per interventi a favore delle famiglie”. Per questo servizio saranno usati 24mila euro “a suo tempo destinati per attività che in parte sono diventate duplicazioni di servizi esistenti” e aggiunge l’amministrazione: “si potrà usare in maniera più proficua parte di qui fondi fino a ora appannaggio del cosiddetto sportello immigrati”.

Dichiarazioni che hanno fatto insorgere chi con quello sportello, nato una ventina di anni fa, lo ha curato e difeso durante l’amministrazione del sindaco precedente. Tra questi c’è l’ex assessore alle politiche sociali Felicia Broda che ha pubblicato un lungo post su Facebook per denunciare la chiusura di un servizio che offre un punto informativo, l’assistenza di mediatori anche nei rapporti con la questura, la prefettura e gli uffici amministrativi e a cui si rivolgono anche gli stranieri provenienti da altri comuni. “Quello sportello – dice – era un fiore all’occhiello della città. Quello sportello aiuta gli stranieri sul territorio a orientarsi nella scuola, nei consultori, negli ospedali negli ambulatori asl. Aiuta gli stranieri a sapersi orientare nel territorio. Il fatto che questo sportello chiuda è gravissimo. Questa è una scelta politica, non di risparmio economico”.

Ma pensa. Quando governano loro fanno quello che cazzo vogliono. Quando governano gli altri devono fare quello che cazzo vogliono loro. Cosa votiamo a fare?

Anche il segretario della lega cittadina, Giacomo Perocchio, ha commentato la scelta del comune di Novi. “Grazie al risparmio dovuto alla riorganizzazione dello sportello immigrati verrà istituito un servizio di supporto alle persone anziane che hanno difficoltà ad utilizzare i sistemi informatici ed accedere ai servizi comunali, un problema purtroppo fortemente aumentato durante la pandemia”.

“Stiamo valutando una ridefinizione degli sportelli di informazione – spiega l’assessore agli Affari Sociali Marisa Franco – ed è intenzione dell’amministrazione procedere a breve ad una nuova organizzazione dei servizi, tenendo conto delle esigenze degli anziani novesi. Nel frattempo l’attività informativa verrà svolta da personale comunale. Non appena saranno definite le caratteristiche dei nuovi servizi procederemo a pubblicizzarne orari e modalità di erogazione”. Dal primo di maggio, però, lo sportello stranieri e la cooperativa che per anni lo ha gestito chiudono.




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