Legge Zan, così finirà in galera chi si oppone alle adozioni gay

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Una mandria di presunti artisti, incapaci di comprendere la realtà ma assurti al ruolo di ‘influencer’, sta conducendo una martellante propaganda a favore della liberticida legge Zan, quella che metterebbe in carcere chi si opponesse alle adozioni o all’acquisto di bambini su ordinazione da parte di gay.

Questo, perché basterà trovare un pubblico ministero e un giudice, magari tra quelli infiltrati da Soros dopo essere stati suoi dipendenti, che si convinca del fatto che quella opinione potrebbe incitare alla violenza contro degli omosessuali.

Chi dovesse scrivere che l’adozione gay è abominio, come comprare un bambino con il servizio dell’utero in affitto, perché due uomini o due donne negano ad un bambino di avere un padre e una madre, potrebbe incorrere in una denuncia e poi finire in carcere. Perché incita alla violenza.

Già oggi funziona così per la legge Mancino che punisce il ‘razzismo’. Perché i giudici la interpretano. Quindi se scrivessi che i matrimoni interrazziali sono abominio o che gli africani hanno una propensione alla violenza dettata dalle loro caratteristiche genetiche, un magistrato potrebbe farmi finire in carcere.

E sia chiaro: è vergognoso anche che questa legge voglia punire il pestaggio di un omosessuale più del pestaggio di chiunque altro. E’ discriminazione. Come oggi è discriminazione che pestare un nero sia più grave che fare a pezzi Pamela.

Il punto è che vogliono creare una società in cui i maschi bianchi normali siano cittadini di serie b.

Perché dire “No” al Ddl Zan

Difendere la libertà di pensiero (e di parola)

Il Ddl Zan prevede che alcune opinioni, anche se non offensive, potranno essere oggetto di inchiesta. Inoltre, difendere la libertà di parola sempre dovrebbe portare ad accettare soprattutto i concetti che non condividiamo.

Non tutela gli omosessuali

Al contrario, li pone di fatto sotto una “cupola” di politicamente corretto che non è sinonimo di uguaglianza, piuttosto di feticcio. Infatti, il clima da santa inquisizione non favorirà mai la piena tolleranza sociale e la cessazione delle discriminazioni.

Censura

Non cadere nel tranello dei progressisti. Permettere, tramite una legge ad hoc, l’avvenire della censura diminuirà notevolmente il raggio di libertà comunicativa e proposta politica futura per chi non si allinea al pensiero unico.

Processo

Non si può sottoporre a processo, con il rischio di 18 mesi di condanna, anche solo chi ritiene insostituibile l’esistenza dei sessi uomo e donna, piuttosto che di generi indefiniti.




4 pensieri su “Legge Zan, così finirà in galera chi si oppone alle adozioni gay”

  1. Poi coi microchip condanneranno anche il pensiero xché loro sono i buoni.
    Forse verrà un mondo senza arcobaleni, giocano a fate Dio, prima o poi li spegne insieme ai loro socual del cazzo.

  2. Annalisa è solo una bella f**a, e le sue canzoni non le ascolto. Non mi stupisce il suo sostegno alla Legge Zan, anche perché il mondo degli artisti è sostanzialmente servo del regime liberalprogressista. Se così non fosse non potrebbero fare carriera. Diciamolo in maniera chiara e netta, la mafia liberalprogressista controlla tutti i settori vitali, e naturalmente anche musica e spettacolo. Che però anche in altre epoche ha sempre avuto posizioni tendenzialmente progressiste. Basti pensare a Modugno che negli anni cinquanta vide censurata una parte del testo della sua canzone Resta cu me, in cui dichiarava apertamente il suo amore per una donna che non era più vergine, fatto ritenuto scandaloso all’epoca, e che oggi ovviamente è considerata la ‘normalità’. D’altronde, viviamo in tempi in cui viene tollerato che i ne(g)ri si ingroppano le donne bianche, di cosa parliamo.

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