Figli immigrati padroni di Milano: assalti criminali contro i compagni di classe italiani

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E’ l’integrazione. Stiamo trasformando le nostre città in periferie di Algeri e Rabat. Fogne a cielo aperto.

Siamo in presenza di una colonia criminale arrivata in Italia dal Nordafrica che si riunisce in branco e gravita nei quartieri delle case popolari regalate loro dal Pd.

Quattro quindicenni sono stati posti in comunità dalla Polizia di Stato perché ritenuti responsabili di sei rapine, una tentata estorsione, furto, minacce e due aggressioni ai danni di alcuni loro coetanei. I minori erano presenti sui social con account in cui rivendicano l’appartenenza al quartiere San Siro e si proponevano con profili violenti dove mostravano comportamenti da veri boss, sullo stile di ‘Gomorra’ e da ‘bimbi soldato’.

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Le sei rapine sono state messe a segno tra settembre 2020 e febbraio nei pressi di CityLife e piazzale Giulio Cesare. Il gruppo composto da una quindicina di ragazzi, aveva sempre lo stesso modus operandi: individuata la vittima, il capobanda la raggiungeva con un pretesto. Sopraggiungevano quindi gli altri per rapinarla. Vittime e rapinatori si conoscevano di vista, o tramite contatti social o per comuni frequentazioni scolastiche.

Frequenti la minacce per fare in modo che le vittime non parlassero.

I minorenni facevano parte del gruppo che aveva partecipato al video del rapper Neima Ezza.

Loro:

RIVOLTA ISLAMICA A MILANO: RAPPER MAROCCHINO ARMATO DI MACHETE CONTRO POLIZIOTTI – VIDEO

SALA RICEVE I RAPPER ISLAMICI CHE HANNO ASSALTATO ARMATI LA POLIZIA – FOTO CHOC

E poi, tanto, se commetti reati vai in comunità mantenuto dai contribuenti italiani. Dove vivi meglio che a casa con papà Mohammed.




3 pensieri su “Figli immigrati padroni di Milano: assalti criminali contro i compagni di classe italiani”

    1. Bisognerebbe fargliela assaggiare comunque….. squadre incappucciate armate di mazze ferrate e tirapugni a fare le ronde x i quartieri ad insegnare a ste merde come si sta al mondo….. o meglio…. come si vive nella nostra nazione

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