Migranti afroislamici vietano a poliziotte italiane di uscire: “Ci vogliono tagliare la testa”

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“Femmina, non puoi tenermi prigioniero, ti taglierò la testa”. Così un immigrato afroislamico, uno di quelli che spadroneggiano al Vasto, quartiere africano di Napoli, ha detto alla vigilessa Adelaide Dario.

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La donna è nel mirino del clan straniero: insultata, minacciata, ha rivelato che non esce di casa quando è buio. Una poliziotta non può uscire di casa la sera, figuriamoci le altre donne: questo è il vero ‘sessismo’, questa è la vera emergenza in Italia, non il ‘catcalling’.

“Se volete saperlo, qui al Vasto nessuna ragazza esce da sola – ha detto – Nessuna di noi può dimenticare la violenza subita dall’infermiera nel parcheggio dei bus alla stazione”. Stuprata brutalmente da un africano che doveva essere espulso.

A Napoli, come a Parigi, a Bruxelles e in altre città europee e italiane, lo hanno dimostrato i trecento figli di immigrati afroislamici a Milano, ci sono quartieri che non ci appartengono più: sono territori occupati con ronde della sharia e in mano alle mafie straniere.

Leggete l’appello della vigilessa minacciata: “Noi vorremmo semplicemente riuscire ad avere una vita normale. Senza avere paura di essere aggrediti quando scendiamo dal palazzo, senza temere di finire in mezzo a una rissa o a un regolamento di conti a coltellate, senza sentire costantemente la puzza di pipì o degli escrementi che vengono lasciati davanti ai nostri portoni.”

E invece non possono. E non perché qualche maschio fischia al loro passaggio. No. Perché gli immigrati vogliono tagliare loro la testa. Stuprarle. Trattarle come bestie.

Questa è l’Italia di Boldrini. Dobbiamo riprendercela. Costi quello che costi. Noi siamo i veri femministi. Non i fanatici della presidenta. Perché noi siamo i veri difensori dei diritti delle donne: il diritto ad uscire senza rischiare di morire o essere stuprate.




5 pensieri su “Migranti afroislamici vietano a poliziotte italiane di uscire: “Ci vogliono tagliare la testa””

  1. 1) Le donne non devono essere mandate in luoghi d’azione, ma limitarsi. Questo non è “sciovinismo”, ma logica suffragata da dati di fatto pratici e quotidiani (come visibile): specialmente se un “governo” di criminali impedisce alle ffoo di difendersi. Se qualche politicante froscio o “donna” di “sinistra” obiettasse e volesse mandarle a tutti i costi sul campo, ci andasse lei: a culo aperto.
    2) Detto ciò, sarebbe meglio che le donne non facessero mestieri simili: la cosa è ben chiara soprattutto oggi, quando è impossibile usare qualsiasi arma. Da quando le donne sono nelle ffoo e nell’esercito, si sta sperimentando una decadenza gravissima anche nella società. Non sono luoghi per loro: a parte che non possono competere fisicamente con i colleghi uomini, a cui scapito diventano palle al piede.

  2. L’Italia è un paese alla fine, forse sopravviverà e la responsabilità ricade anche sui cittadini che non si armano e fanno la rivoluzione solo a parole Ristoratori e partite iva incluse. I politicanti e i dipendenti pubblici, quindi FF.OO, che picchiano, FF.AA sembrano non capire che loro non creano reddito ma utilizzano quello creati dagli altri italiani che al momento soffrono la fame, chiudono ecc. ecc. Per esempio, mio figlio 40 anni nel settore ristorazione in cassa integrazione dallo scorso marzo 2020 ha visto ad oggi 508 euro. Non meravigliamoci se un giorno o l’altro prenderà in mano il fucile.

    1. Bravo !
      I dipendenti statali non creano ricchezza.infatti vengono pagati con una partita di giro che lo stato prende dalle imprese e p.iva.

      Il covid e la politica comunista del pd 5s sono i chiodi della bara di questo paese.

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