Ragazzo italiano in fin di vita: massacrato da branco marocchini – VIDEO

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Hanno accerchiato le vittime. Poi il pestaggio. Un’altra battaglia nella movida. L’ennesima. Gli agenti della quinta Sezione della Squadra Mobile della Polizia di Stato hanno arrestato sei giovani, residenti nelle province di Milano, Varese, Monza e Piacenza, accusati di aver aggredito altri ragazzi che stava trascorrendo la serata nei pressi all’Arco della Pace, uno dei luoghi più frequentati della movida milanese. Era il 26 luglio 2020. Il pestaggio è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza sulla piazza.

«La violenta e sproporzionata azione aggressiva — sottolinea una nota della polizia — ha determinato panico tra la folla con una fuga disordinata dal luogo dei fatti». Il gruppo aveva assistito, nelle ore precedenti all’aggressione, alle riprese di un video di un giovane trapper emergente. I sei arrestati si aggiungono a due adolescenti già colpiti da provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale per i Minorenni.

Il primo aprile scorso la polizia aveva chiuso un’altra inchiesta sui raid nella movida della banda di Bonola: botte e rapine a passanti scelti a caso, quattro ventenni arrestati e nove minorenni denunciati sempre per aggressioni e rapine all’Arco della Pace.Le persone raggiunte dalle ordinanze sono sei e si tratta di giovani, residenti nelle province di Milano, Varese, Monza e Piacenza, con l’accusa di aver aggredito altri ragazzi nella serata dello scorso 26 luglio.

La notte di fine luglio a Milano in piazza Sempione, in otto, di cui sei appena maggiorenni, avevano aggredito una comitiva di ragazzi che trascorreva la serata nei pressi dell’Arco della Pace, suscitando panico tra la gente.

Tra gli aggrediti anche un diciannovenne che era stato colpito da un violentissimo pugno al volto e che era rimasto in coma farmacologico diverse settimane, riportando lesioni gravi e una prognosi superiore ai 40 giorni.

I sei sono stati raggiunti da un’ordinanza chiesta dal Procuratore aggiunto di Milano Laura Pedio e dal Pm Francesca Crupi e, come ricostruito dalle indagini, avevano assistito, nelle ore precedenti, sempre nella zona della movida milanese, alle riprese del video di un giovane trapper emergente.

I famosi ‘giovani’. Ormai è un sinonimo di ‘immigrato di seconda generazione’.

Infatti le cronache di quel giorno ci vengono in aiuto:

[…] la vittima era seduta, insieme ad alcuni amici, sulle panchine della piazza quando è arrivato un gruppo di otto giovani, tra i 16 e i 18 anni, descritti come nordafricani. Sarebbe nata una discussione, con successiva lite durante la quale uno dei nordafricani avrebbe raccolto da terra una bottiglia vuota di birra che ha poi letteralmente spaccato rotto sulla testa del 19enne. A quel punto gli aggressori sono spariti dalla circolazione

Due ore dopo e a due passi dalla «Triennale» e della discoteca «Old Fashion», nella vicina viale Alemagna, una ragazza di 22 anni è stata prima rapinata e poi minacciata da un gruppo di aggressori – tutti extracomunitari – che l’hanno prima circondata e poi spintonata.

La ragazza, originaria di Macerata, aveva trascorso la notata in discoteca. All’uscita, mentre si trovava nei pressi della Triennale in compagnia di altri amici e amiche, è stata scippata da un ladro che le ha strappato la borsetta con dentro un Iphone e 150 euro. Lei però lo ha rincorso, fiancheggiata da un’amica, ma nelle aiuole circostanti, tra le auto parcheggiate, le due sono state circondate da cinque immigrati che le hanno minacciate e spintonate. Quando sul posto è intervenuta un’ambulanza, la giovane italiana è stata medicata per delle abrasioni alle gambe, mentre l’amica sembrava essersela cavata con una slogatura che poi si è rivelata qualcosa di più serio tant’è che ha dovuto essere visitata all’istituto ortopedico «Gaetano Pini».

IL trapper è lo stesso che l’altro giorno ha scatenato il caos in un quartiere ormai islamico di Milano.

Un altro giornale locale svela tutto:

E’ un 20enne pugile dilettante, italiano di origine marocchina, il giovane che ha sferrato il terribile gancio destro allo studente 19enne aggredito intorno alle 3.20 del 26 luglio scorso all’Arco della Pace a Milano. Gli era andato alle spalle, aveva preparato il pugno e poi lo aveva colpito alla mascella così forte da farlo crollare a terra esanime e picchiare violentemente la testa. Il 19enne aveva riportato una lesione cerebrale per la quale era rimasto in coma per settimane all’ospedale Fatebenefratelli e che gli ha lasciato “danni invalidanti permanenti”. Lo hanno spiegato gli investigatori della Mobile che questa mattina hanno posto agli arresti domiciliari nella sua casa in provincia di Milano, il 20enne che risulta iscritto ad un’associazione pugilistica dilettante per la quale ha già disputato alcuni match.

Con lui sono indagati altri cinque ragazzi tra i 18 e i 20anni, un italiano e quattro marocchini, raggiunti questa mattina dall’obbligo di residenza con permanenza in casa nelle ore notturne. Sono figli di famiglie “normali”, alcuni dei quali con pregiudizi per atti vandalici, individuati dopo una certosina indagine dei poliziotti della quinta sezione della Mobile, che hanno ricostruito ruoli e responsabilità del branco che quella notte dell’estate scorsa aveva preso di mira per divertimento e colpito con spaventosa e gratuita violenza un gruppetto formato da cinque o sei loro coetanei (tra cui una ragazza) che stavano chiacchierando tranquilli. Prima la richiesta con tono arrogante di una sigaretta da parte dei due minorenni (già stati posti in una comunità dalla polizia nelle settimane passate) al solo scopo di scatenare una reazione, e poi il fischio per far convergere sulle vittime da divertirsi a picchiare, diversi gruppetti di “amici” residenti tra Milano, Varese, Monza e Piacenza che sono soliti ritrovarsi la sera nella piazza ai margini del parco Sempione. Le circondano in una ventina, volano insulti, schiaffi, pugni, calci, minacce con un collo di bottiglia, e poi quel pugno tremendo che quasi uccide il 19enne e mette in fuga gli aggressori.

La vittima non si ricorda più niente di quella sera terribile, i suoi aggressori sì, l’hanno anche immortalata in diverse foto sui social permettendo così ai poliziotti di individuarli con certezza dai vestiti che indossano, sequestrati poi questa mattina nel corso delle perquisizioni. Quando durante le indagini ricevono una convocazione in questura, tra loro ricollegano subito il motivo a quell’aggressione così vile e se qualcuno si sfila contribuendo a ricostruire la dinamica di quell’assalto, gli indagati non hanno mai mostrato segni evidenti di pentimento, facendo dubitare persino del fatto che si siano resi conto della gravità di quello che hanno fatto. Ora saranno chiamati a rispondere “di lesioni gravi aggravate in concorso”, perché il 19enne ha avuto una prognosi di oltre 40 giorni.

Nel frattempo le indagini proseguono per chiarire se il branco si sia reso responsabile di altre aggressioni simili.

Tutti marocchini. Anche i due ‘italiani’.




Un pensiero su “Ragazzo italiano in fin di vita: massacrato da branco marocchini – VIDEO”

  1. Letta gli vuole regalare i sacrifici dei miei prozii? Gli islamici non si integrano, almeno la maggior parte di loro, specialmente i ragazzi, perché lo impone il corano. No ius soli, no ius soli, regalato come le caramelle a carnevale.

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