Hamilton razzista: “Da bambino amavo Superman, ma pensavo: ‘Non è uguale a me’…”

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Delirante intervista a Lewis Hamilton in occasione dei 125 anni della Gazzetta. La Mercedes, i nuovi obiettivi, l’infanzia e la lotta al rasssssismo: “Da bambino amavo Superman ma era bianco e mi dicevo ‘Non è uguale a me’: Un ragazzino non puoi limitarlo così…”

I problemi non sono i deliri di Hamilton, ma che trovi dei giornalisti masochisti che le riportano trattandole in modo serio e senza sarcasmo.




5 pensieri su “Hamilton razzista: “Da bambino amavo Superman, ma pensavo: ‘Non è uguale a me’…””

  1. É più chiaro adesso che i negri/asiatici etc. non vedono tutti uguali, come gli idioti che piangono abbracciati quando arrivano le navi dei clandestini.
    É più chiaro che la visione c.d. antirazzista é solo un razzismo dall’altra parte?
    E allora é meglio ribadire che quando l’Africa o l’Asia partoriranno eroi, scienziati, investigatori etc., nascerà una narrativa su costoro.
    Oggi, vorrebbero semplicemente appropriarsi dell’immaginario dei c.d. bianchi, senza considerare che é tale perché creato e fondato su c.d. bianchi.
    Suggerirei ai rapper con la bottiglia di don perignon e la Colt, di cercare uno champagne fatto in Africa da nativi, o una arma da fuoco o un auto inventata in Africa.
    Diversamente, é semplice infantile scimmiottamento.
    Vorresti avere, e vorresti aver creato, quello che ho, perché l’ho fatto, io.
    Peraltro, la propaganda di costoro si fonda sull’attribuire ai bianchi una sorta di volontà di dominio schiavistico fondato sulla superiorità della razza.
    Per l’Italia non é così.
    Nessuno, tranne i criminali (che gli italiani onesti normali vedrebbero,bene in galera) vuole “altri” schiavi.
    Molti, invece, vi vogliono semplicemente a casa vostra a farvi la vostra vita senza rompere l’anima a noi e alla nostra.

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