Questo rapper islamico ha guidato l’assalto ai poliziotti a Milano: Baby Gang

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Vomitevole come i ‘giornalisti’ definiscono gli immigrati di seconda generazione. Il ‘lecchese’ Mourad.

C’è anche un lecchese tra i protagonisti della rivolta che sabato pomeriggio ha seminato il caos in via Micene a Milano, vicino a San Siro, dove trecento giovani e giovanissimi si sono dati appuntamento per le riprese di un video di trap. Protagonista accanto ad Amine Ezzaroui, in arte Neima Ezza, era proprio il lecchese Baby Gang, al secolo Zaccaria Mourad, 20 anni di padre egiziano e madre marocchina seguitissimo sui social dove il suo ultimo brano in appena dieci giorni ha superato le 600mila visualizzazioni. A lui si è interessata anche questura di Lecco che nei mesi scorsi aveva condotto un’indagine poi ribattezzata con il suo nome d’arte. Il giovane trapper infatti è stato denunciato per apologia di reato e porto illegale di armi in pubblico per alcuni video, a dir poco espliciti, girati in viale Turati, nell’ex Piccola e nella stazione di Calolzio dove lui e altri ragazzi impugnavano fucili mitragliatori tipo AK47, inneggiando allo spaccio e all’odio contro i “caramba” e più in generale le forze dell’ordine.

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Ieri a San Siro si è passati dalla parole ai fatti, è infatti Baby Gang a gridare agli altri ragazzi: “Raga, se arrivano gli sbirri nessuno scappa”, la frase che ripresa dai telefonini dei presenti e rimbalzata sui social è poi finita nei servizi dei tg per documentare la rivolta di piazzale Selinunte. Più o meno quello che ha messo in versi nella sua ultima canzone uscita a fine marzo: “La bocca fra, cucita davanti ai madama”.

Stiamo crescendo dei criminali nelle nostre città. Scimmiottano i colleghi ‘rapper’ dei ghetti americani e delle banlieus francesi. Sono feccia a cui i social fanno pubblicità mentre censurano i patrioti. Un governo serio interverrebbe anche contro il signorino di Silicon Valley.

Del resto, o il suo è un social, e allora è neutro e senza censure, oppure è una piattaforma editoriale come le altre e allora è responsabile di quello che non censura.




4 pensieri su “Questo rapper islamico ha guidato l’assalto ai poliziotti a Milano: Baby Gang”

  1. “Il giovane trapper infatti è stato denunciato per apologia di reato e porto illegale di armi in pubblico per alcuni video, a dir poco espliciti, girati in viale Turati, nell’ex Piccola e nella stazione di Calolzio dove lui e altri ragazzi impugnavano fucili mitragliatori tipo AK47, inneggiando allo spaccio e all’odio contro i “caramba” e più in generale le forze dell’ordine.”

    Arriverà presto il giorno che quei mitragliatori ‘tipo ak47’ non saranno più riproduzioni di plastica, ma veri e forniti da qualche potente dall’estero, coll’intento di ‘velocizzare le cose’.

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