Parroco ruba 40mila euro a due handicappati italiani

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Don Luca De Rosa, parroco della chiesa ‘Santi Martino e Lucia’ di Apricena (Foggia), è stato raggiunto nei giorni scorsi da una misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Foggia che gli impone l’obbligo di dimora nel comune di San Severo (Foggia) con l’accusa di appropriazione indebita relativa ad una somma di oltre 40mila euro che il prete avrebbe sottratto a due fratelli foggiani affetti da patologie psichiatriche.
I fatti contestati dalla Procura e dai militari della guardia di finanza che hanno svolto le indagini, riguarderebbero il periodo che va dal 2019 al 2020.

Sono stati gli stessi fratelli a rivolgersi agli investigatori denunciando il parroco.
A quanto si apprende, il prete avrebbe prelevato la somma di denaro da un conto corrente bancario cointestato con i due fratelli. Si tratta di “soldi che – precisa all’ANSA l’avvocato Roberto De Rossi, difensore di don Luca – sarebbero però serviti per il sostentamento dei due parenti”.
“Per il momento – prosegue il legale – ritengo non opportuno rilasciare ulteriori dichiarazioni, preciso solo che ho avanzato, all’esito dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto il 7 aprile scorso, una istanza di revoca della misura cautelare a cui è sottoposto il mio assistito, anche alla luce dei molti e puntuali chiarimenti che quest’ultimo ha fornito davanti al gip”.




2 pensieri su “Parroco ruba 40mila euro a due handicappati italiani”

  1. Se c’è una cosa, oltre alla linea editoriale, nonostante i detrattori abbiano convinto, persino persone di destra, che sia un emettitore di ‘notizie false (diciamolo in italiano), è che usa parole che stanno scomparendo, per politicamente corretto, dal dizionario.
    Handicappato è diventato portare di handicap, poi disabile, ora diversamente abile, e non so se già i parolai della carta stampata, usciti da università farlocche dopo esami falsi dati in spagna con l’orgasmus, se ne stiano inventato qualcun altra.
    Così come extracomunitario, ormai scomparso dai radar ma strausato negli anni 90, clandestino, immigrato, ora migrante.
    Questo costante e rapidissimo slittamento semantico perché, la parola, il significante, assume rapidamente il vero significato, e questo, essendo percepito come negativo, non è accettato dai buonisti del politicamente corretto.
    Ci sono anche molti altri esempi, dagli spazzini ad operatori ecologici, dai bidelli al personale non docente, ecc.
    Hanno rotto i coglioni.
    Anche questo è stupro della lingua, e quindi della nazione, oltre che mascheramento della verità in nome dell’ideologia.

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