‘Omofobia’, ‘Sessismo’ e ‘Razzismo’: la destra è culturalmente succube della peggiore sinistra

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I cosiddetti ‘partiti sovranisti’ usano lo stesso linguaggio del nemico. Quel linguaggio che noi non usiamo: ed è per questo che siamo il nemico pubblico numero uno. Se cedi sul piano semantico, hai già perso. Se usi termini come ‘omofobia’, ‘sessismo’ e ‘catcalling’ non in senso sarcastico, sei come loro. Sei solo una sfumatura di grigio di loro.

Noi, invece, non siamo come loro.




6 pensieri su “‘Omofobia’, ‘Sessismo’ e ‘Razzismo’: la destra è culturalmente succube della peggiore sinistra”

  1. Concordo, ed è cosa buona e giusta che su vox venga mantenuta la purezza semantica dell’italiano, dando ai significati, il giusto significante. E’ solo un passo dell’opera di ricostruzione, che deve prevedere la rivalutazione dei grandi pensatori, statisti e condottieri del passato che hanno fatto grandi i popoli europei, e in particolare, l’italiano.

    P.s. la ‘chiamata della gattina’ fa veramente ridere, non si rendono nemmeno conto di quanto siano ridicoli. Ma, ormai, considerano molestia persino un tranquillo complimento se arriva dalla persona sgradita.

  2. In Italia l’egemonia culturale alla sinistra gliela diede la Democrazia Cristiana, subito dopo la nascita della repubblichetta delle banane, nell’ambito della spartizione dei settori d’influenza con il PCI. Perché evidentemente nella DC la componente “di sinistra” era quella più influente, ed era portatrice di un concetto di “valori cristiani” a dir poco discutibile. La cultura è un settore vitale in una nazione, per cui un partito o movimento politico che intende stabilire il proprio potere, deve impadronirsi proprio di quella. Proprio come fece il PCI qui in Italia, la cui egemonia culturale è stata ereditata dai suoi successori PDS-DS-PD.

    Questa strategia per conquistare l’egemonia da parte della sinistra, fu elaborata da Gramsci, marxista ortodosso e leninista di ferro, considerato dai sinistroidi un “martire” del regime fascista. Secondo l’idea gramsciana Dante e Petrarca erano dei “reazionari classisti” che andavano accantonati, così come Foscolo, Leopardi, Carducci, Pascoli e altri. L’idea di Gramsci era quella di trasformare la scuola da luogo di formazione culturale a luogo di indottrinamento, cosa che in Italia è avvenuta col Sessantotto. Ma in generale, il piano gramsciano in questi ultimi 70 anni è stato attuato per intero.

    Non dovete stupirvi se la destra è culturalmente succube della sinistra, perché la stragrande maggioranza di coloro che sono nati nel dopoguerra sono stati plagiati dal marxismo culturale, e questo prescinde da quello che è il partito a cui si vota o a cui si è tesserati. In Italia soprattutto abbiamo una grande sinistra liberalprogressista suddivisa in due schieramenti, centrosinistra e centrodestra. Le cui differenze sono risibili e presenti perlopiù sui temi economici e fiscali.

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