Pena ridotta al dirottatore senegalese Sy: “Volevo bruciare bambini italiani in nome dei migranti”, niente odio razziale

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Ovviamente, per Traini che prese di mira degli spacciatori neri, odio razziale. Per questo subumano che ha preso di mira dei bambini bianchi, rivendicando di volerli uccidere in nome delle ong, no.

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Lo sconto di pena ha deciso la Corte d’Assise d’Appello. È stata tolta anche l’aggravante del reato di lesioni e le lesioni stesse sono state assorbite dai reati più gravi. La pubblica accusa aveva chiesto una conferma della condanna
per Ousseynou Sy.

Diciannove anni di carcere rispetto ai 24 anni inflitti in primo grado. La corte d’Assise d’Appello di Milano ha parzialmente riformato la sentenza per l’ex autista di Autoguidovie Ousseynou Sy, il terrorista afroislamico che il 20 marzo del 2019, alla guida di una «bomba vagante» – per dirla con il Pg Lucilla Tontodonati – dirottò il bus imbevuto di benzina e poi andato in fiamme, con a bordo 50 bambini, i professori di educazione fisica Alessandro Cadei e Giacomo Andrico, e la bidella Tiziana Magarini della scuola media Vailati di Crema. Voleva una strage in nome dell’accoglienza:

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Da quell’inferno uscirono tutti miracolosamente vivi, salvati dai carabinieri, a San Donato Milanese. Un «atto terroristico» per influire sui pubblici poteri, «per modificare la politica italiana in materia di immigrazione degli africani». Un vero e proprio atto terroristico guidato dall’odio razziale: ma lui è nero, quindi nulla.

La vergognosa sentenza pronunciata dal presidente della prima sezione, Giovanna Ichino, è arrivata dopo 5 ore di camera di consiglio. Allo sconto di 5 anni si è arrivati perché è stata tolta l’aggravante del reato di lesioni. E le lesioni sono state assorbite dai reati più gravi. Sy ha assistito all’udienza in collegamento dal carcere di Ferrara. Il Ministero dell’Istruzione non è stato ritenuto responsabile civilmente: non dovrà risarcire i danni, a differenza di Autoguidovie.

Sy, 48 anni, senegalese con cittadinanza italiana, quel mercoledì di terrore intorno alle 10.30 si presentò con il bus davanti alla palestra nel quartiere Santa Maria. Doveva riportare gli studenti, i prof e la bidella a scuola. Invece fece una inversione a U e puntò su Linate. Nella sua requisitoria, il pg Tontodonati aveva ripercorso il sequestro: i bambini legati con le fascette da elettricista, Sy armato di pistola e di coltello. «In un crescendo di allarme e di preoccupazione, abbiamo le taniche di benzina che vengono fatte cospargere sul pavimento dell’autobus, su stracci imbevuti posizionati sui finestrini in vari punti del bus, quindi una bomba vagante». Lo ripete altre quattro volte, «bomba vagante». Ed ancora, «Sy che minaccia ripetutamente di morte i bambini», che si fa scudo umano con una bimba ed un maschietto, quest’ultimo «poverino ogni tanto punzecchiato con il coltello». Due scudi umani che possano proteggerlo dalle forze dell’ordine , perché il suo intento dichiarato è di arrivare a Linate e lì ottenere la massima risonanza mondiale ed eventualmente cercare di raggiungere l’Africa».

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Un sequestro con finalità di terrorismo, il movente politico. Nel mirino di Sy c’era la politica migratoria de l’ex ministro dell’Interno Salvini. «Sy lamentava l’indifferenza dell’Europa, in particolare dell’Italia nei confronti delle condizioni in cui versano gli africani», aveva osservato il pg Tontodonati, secondo la quale obiettivo «primario» dell’autista, «secondo le sue lucide intenzioni» era di «condizionare i pubblici poteri», ma anche di «intimidire la popolazione, creando un panico generalizzato. È vero che è un soggetto solitario, al di fuori di uno scenario organizzato, ma la sua condotta e così violenta da suscitare nei cittadini un senso di paura che atti analoghi potessero ripetersi, tanto più nello scenario mondiale e ancor di più nello scenario mondiale dell’epoca , alla presenza di organizzazioni terroristiche come l’Isis. Organizzazioni che sottolineano come chiunque possa perseguire autonomamente un attentato, senza bisogno di collegarsi ad alcuna rete terroristica. I cosiddetti lupi solitari».

Sy, un lupo solitario che due anni fa pianificò il suo gesto. Alcuni giorni prima, l’autista di Autoguidovie è seduto davanti al suo computer e registra un video: «Meritate il dolore più grande, il dolore più grande che si possa immaginare. Ci stanno sterminando fratelli, è ora di aprire gli occhi». Trentasette minuti in cui Sy parla delle morti dei migranti nel mar Mediterraneo, dello sfruttamento dell’Africa da parte dell’Occidente. E il suo invito alla rivolta: «Figli dell’Africa, meglio morire combattendo».

Sy, africano: “Volevo bruciare bambini italiani in nome dei migranti”




6 pensieri su “Pena ridotta al dirottatore senegalese Sy: “Volevo bruciare bambini italiani in nome dei migranti”, niente odio razziale”

  1. Ma del piccolo egiziano, che già dalla voce si capisce, a mio parere, se un ragazzino è ‘tranquillo’ o meno, e mi fermo qui, non sia mai qualcuno mi volesse ‘denunziare’ se dicessi ciò che penso (a tanto siamo arrivati), che lo vogliono per forza fare italiano (di carta), come se essere egiziano fosse una vergogna, ne vogliamo parlare?

  2. La commissione Segre per loro non c’è? Ovviamente no, come secondo i buonisti magistrati, non si tratta di odio razziale. Lady boldrini, per oggi la lascio stare, ma si ricordi che anche grazie alla sua “miopia politica,” sì è arrivati a questi fatti.

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