Murgia contro i militari, Capitano Ultimo, il generale Tricarico e Rita Dalla Chiesa: “Le divise ricordano il sangue versato”

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Le “spiegazioni” Di Michela Murgia alla “Stampa” sulla sua avversione alle divise (“Fallimento della politica”) stanno peggiorando la sua situazione.

Il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare. Dà dell’”incolta” alla scrittrice: “Preoccuparsi per una uniforme in plancia di comando fa parte dell’ incultura della difesa, purtroppo dominante in Italia”. Tra l’altro il generale dice di non conoscere Michela Murgia: “Conosco purtroppo il suo partito, di cui lei è certamente portabandiera ed emblema: una congenie di antropofagi e parricidi che non fanno che sbranarsi gli uni con gli altri appena qualcuno emerge. Oggi questo partito è quello che più di ogni altro porta la responsabilità della condizione disastrosa in cui versa il Paese”.

“Ancora più offensivo -prosegue Tricarico parlando con l’Adnkronos- il plauso che quel partito riserva alle divise quando le stesse si incontrano per strada a presidio della loro sicurezza; o impiegati in compiti impropri a puntello di problemi cronici che loro non riescono o non vogliono risolvere. Insomma, bene i militari in condizioni emergenziali, ma come carne da cannone e manovalanza a basso prezzo, non in posti di responsabilità altrimenti la Birmania è vicina!”.

Rita Dalla Chiesa che è stata una delle prime ad intervenire nei giorni scorsi ritorna ancora sull’intervista della Murgia: “Raramente sono così dura, cerco di pesare ogni parola che dico. Su questa signora, ho perso la pazienza. Non posso accettare di pensare che uomini in divisa siano visti come persone che ‘fanno paura’; dei portatori di dittatura, mentre in realtà io li vedo – e non perché sia vissuta nelle caserme ma come cittadina – come persone pronte a proteggere il cittadino”.

“Se lei non ha mai visto immagini di terremoti, alluvioni, immagini di persone arrampicate in montagna salvate dai vigili del fuoco o dei carabinieri; se lei non ha mai visto immagini di uomini in divisa che sono vicini alla popolazione è un problema suo. Probabilmente deve andare da un oculista – attacca Dalla Chiesa parlando con l’Adnkronos-. La conduttrice è netta sulla divisa portatrice di timore: “Non credo che condizioni nessuno se non sé stessa – scandisce -. La gente non è con lei. La gente ha capito benissimo che la figura del generale Figliuolo è una figura di alta istituzione. Ha paura chi ha qualcosa da nascondere“. In cauda venenum: “Di arroganza e di un certo tipo di frustrazione e di aggressività non abbiamo bisogno. Ci serve pacificazione, solidarietà”. E poi, “abbiamo accettato Arcuri e non accettiamo il generale Figliuolo? Ma stiamo scherzando?”…

Capitano Ultimo: “Le divise ricordano il sangue versato per il Paese…”

“Rispetto le idee di tutti, ma a me le divise ricordano il sangue versato per questo Paese. E dal sangue di quelle divise è nata questa Repubblica: questa Costituzione, che difenderemo fino alla fine”. A dirlo all’AdnKronos, replicando alle affermazioni di Michela Murgia, è il colonnello Sergio De Caprio, alias ‘Capitano Ultimo’. La Murgia dovrebbe sotterrarsi…

Bisogna anche non fare l’errore contrario e smitizzare la ‘divisa’. Non è che qualcuno è bravo solo perché indossa una divisa. Soprattutto in campo militare, oggi, non possiamo sapere la reale qualità di generali in tempo di pace. Come in tutte le categorie ci sono militari capaci e incapaci.

“Raramente sono così dura, cerco di pesare ogni parola che dico. Su questa signora, ho perso la pazienza. Non posso accettare di pensare che uomini in divisa siano visti come persone che ‘fanno paura’, dei portatori di dittatura, mentre in realtà io li vedo – e non perché sia vissuta nelle caserme ma come cittadina – come persone pronte a proteggere il cittadino”. E’ il duro sfogo che Rita Dalla Chiesa affida all’Adnkronos, tornando sulle roventi polemiche sollevate dalle dichiarazioni della scrittrice Michela Murgia sulla “paura della divisa”, in riferimento all’incarico al generale Figliuolo di gestire il piano vaccinale.

“Se lei non ha mai visto immagini di terremoti, alluvioni, immagini di persone arrampicate in montagna salvate dai vigili del fuoco o dei carabinieri, se lei non ha mai visto immagini di uomini in divisa che sono vicini alla popolazione è un problema suo, probabilmente deve andare da un oculista – attacca Dalla Chiesa – A me non fanno paura, anzi, mi sento difesa”. Sull’opportunità di dichiarazioni che potrebbero, in questo momento, fomentare ulteriore paura, la conduttrice è netta: “Non credo che condizioni nessuno se non sé stessa – scandisce – La gente non è con lei. La gente ha capito benissimo che la figura del generale Figliuolo è una figura di alta istituzione. Ha paura chi ha qualcosa da nascondere”.

“E’ chiaro che adesso non tutto può essere perfetto. Ma io sono convinta che dobbiamo avere ancora un po’ di pazienza e tutto si aggiusterà”, è l’opinione della figlia del generale Dalla Chiesa, che sottolinea: “La dittatura mi fa paura, sono una che ha grande libertà di pensiero e la gente non è mai riuscita a collocarmi da nessuna parte, quindi si immagini se non mi fa paura la dittatura che blocca qualsiasi tipo di pensiero. Ma i militari no, da loro mi sento protetta”. La conduttrice aggiunge infine un’osservazione: “Di arroganza, e di un certo tipo di frustrazione e di aggressività non abbiamo bisogno, in questo momento. Ci serve pacificazione, solidarietà”. E poi, “abbiamo accettato Arcuri e non accettiamo il generale Figliuolo? Ma stiamo scherzando?”, conclude.




7 pensieri su “Murgia contro i militari, Capitano Ultimo, il generale Tricarico e Rita Dalla Chiesa: “Le divise ricordano il sangue versato””

  1. A me sembrano arrampicate di tutto rispetto sugli specchi insaponati. Questi interventi grondano retorica come una salamella gronda grasso quando la metti sul fuoco. Nessuna argomentazione seria all’orizzonte.

  2. L’esercito è ufficialmente il sicario dello stato, autorizzato ad uccidere con crudezza da un sistema di leggi dedicate e freddamente strutturate per essere il più possibile efficienti. Aggiungiamo che un esercito professionale è per definizione un esercito di mercenari e il quadro si fa ancor più inequivocabile. Consideriamo gli strumenti finalizzati a infliggere morte violenta che sono nelle mani dei vertici militari…..

    Tutto ciò sarebbe lecito se venisse usato per la Difesa dell’Italia e degli italiani, ma questa finalità pare sia ormai considerata obsoleta. Quindi?

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