Draghi: “Erdogan è un dittatore di cui si ha bisogno”. No, lui l’hanno eletto a differenza tua.

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Draghi su Erdogan: “Chiamiamoli per quelli che sono – ha detto – con questi dittatori, di cui però si ha bisogno, per collaborare uno deve essere franco nell’esprimere la propria diversità di vedute e anche pronto a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese. Bisogna trovare l’equilibrio giusto”.

Poi parlando della von der Layen in punizione sul divano: “Erdogan è un dittatore di cui si ha bisogno. Non condivido affatto il comportamento di Erdogan. E’ stato un comportamento di cui mi dispiace moltissimo per l’umiliazione che la presidente della Commissione Ue, Von der Leyen, ha dovuto subire”.

Che umiliazione. Per questi politici l’unica cosa che conta è la sedia su cui sedere. Questa incapace è all’origine della ridicola situazione dei vaccini in cui si trovano i Paesi europei. La bizzarra Ue manda in giro due rappresentanti e pretendono che vengano organizzate tre sedie. E’ sempre una questione di poltrona.

Per quanto Erdogan sia volgare e rappresentante di un Paese non europeo, per quanto ci sarà sicuramente stata anche una visione islamica della donna – ma così imparano gli islamofili Ue – ha realizzato il desiderio di milioni di italiani.

Draghi ha ragione in una cosa: i dittatori – ma Erdogan non lo è, visto che è stato eletto a differenza di Draghi e del suo protettore Mattarella – devono essere accettati. Non si esporta la democrazia. Perché come avviene in Turchia, quando i musulmani votano, votano gli estremisti islamici: lo insegna anche l’Egitto dove i dementi fanno cagnara per tal Zaki sognando il ritorno al potere dei Fratelli Musulmani al posto del laico dittatore Al Sisi.




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