Meluzzi: «Social gestiti dai nostri nemici politici»

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Che cosa pensare della rimozione della pagina Facebook del Primato Nazionale? La libertà d’espressione è in pericolo?

Parla Meluzzi.

«Senz’altro. Ma il problema è che anche le voci libere come le nostre non hanno tenuto conto di un fatto. C’è sempre stata una strategia per spingere tutti su un’unica piattaforma di comunicazione, che è poi nelle mani dei soliti noti. Il nostro è stato un atto di ingenuità politica: ci siamo affidati ai criteri deontologici, ma qui parliamo di un monopolio. Bisogna trovare sentieri alternativi, perché le autostrade della comunicazione sono appunto in regime di monopolio. E anzi: mi aspetto un futuro molto più fosco. Siamo solo all’inizio. Tra poco non potremo neanche più telefonare tra di noi».

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In effetti, il ruolo delle piattaforme social, cioè privati che agiscono nel pubblico, è sempre più pervasivo e ormai anche ideologicamente connotato. Quali sono le implicazioni di questa evoluzione e come dovrebbero comportarsi la politica e il mondo del giornalismo?

«Qua non è neanche questione di pubblico e privato. Queste sono piattaforme gestite dal nemico politico. Punto. La loro è stata una strategia notevole: prima hanno fatto convergere tutti su un’unica piattaforma, e poi sono passati all’eliminazione del nemico. Chapeau. La storia, alla fine, la scrive chi vince».

Se la censura fosse toccata a un quotidiano di sinistra, tutta quell’area politica ora sarebbe sul piede di guerra. A destra, invece, l’impressione è che spesso uno tenda a farsi i fatti propri, e la solidarietà arriva con il contagocce. Concordi?

«La solidarietà è inversamente proporzionale al grado di collusione col potere. Più si è vicini al potere e più ci si rinchiude nel silenzio. Insomma, non puoi attenderti la solidarietà di Giorgetti. Adesso è il tempo delle catacombe, ma ti dico che la storia non finirà. Questa è la mia profezia. Alla fine se la caveranno quelli che non si inginocchiano al nuovo potere. Quindi, nonostante tutto, non pieghiamoci e confidiamo solo nelle nostre forze».

Il problema è che i ragazzi del Primato Nazionale pensavano, ingenuamente, di essere impermeabili alla censura di facebook perché ‘quotidiano registrato’. Se vogliamo dirla tutta, l’unico che si è sempre battuto per la libertà di tutti ad esprimere le proprie opinioni senza censura è stato Vox. Gli altri se ne sono sempre lamentati solo quando è toccato a loro. Che è un errore madornale: perché prima o poi tutto anche a te.




2 pensieri su “Meluzzi: «Social gestiti dai nostri nemici politici»”

  1. E prima o poi potrebbe toccare ad altri siti online di informazione registrati e non allineati al PUD liberalprogressista, come Imola Oggi. Quindi cambia ben poco, l’essere una testata registrata o meno, se non ci si allinea si viene censurati, perché questo è il vero volto del liberalprogressismo, ossia quello totalitario.

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