Cittadini danno fuoco a campo nomadi abusivo: confermate condanne per ‘razzismo’

Condividi!

Sono diventate definitive le quattro condanne, con la solita incostituzionale aggravante dell’odio etnico, per l’incendio in un campo nomadi alla periferia di Torino scatenato nel dicembre del 2011 nel corso di una manifestazione spontanea di protesta di un gruppo di cittadini. La Cassazione ha dichiarato inammissibile i ricorsi degli imputati. Eroi per i cittadini del quartiere, che negli anni hanno espresso solidarietà ai condannati, criminali per lo Stato.

VERIFICA LA NOTIZIA

La Corte d’appello, con una leggera riduzione rispetto al processo di primo grado, nel 2018 aveva inflitto due condanne a quattro anni, una a tre anni e una a due anni di reclusione. Il 10 dicembre 2011 numerosi torinesi diedero vita a una fiaccolata nel quartiere delle Vallette. La manifestazione era stata lanciata come una iniziativa protesta all’indomani della notizia di una ragazzina violentata da due nomadi.

Fecero quello che le autorità non avevano fatto: sgomberarono un campo nomadi abusivo. Per questo sono stati condannati. Non giudichiamo: ci piacerebbe che i giudici che giudicano si trasferissero accanto ad un campo nomadi.

Era la sera di sabato 10 dicembre 2011 quando un gruppo di cittadini esasperati da continui crimini aveva assalito e incendiato il campo rom abusivo alla Continassa, zona di Torino vicino allo Juventus Stadium.

L’incendio era stato scatenato per vendicare il presunto stupro di una ragazzina da parte di alcuni nomadi.

Un episodio che ricorda l’assalto dei cittadini al campo rom di Ponticelli, a Napoli, avvenuto nel maggio 2008 dopo la denuncia che una giovane nomade venne accusata di aver rapito un neonato.

“Ripuliamo la Continassa” – La sera del 10 dicembre 2011 quasi cinquecento persone marciarono verso il campo abusivo, negli anni, nonostante le denunce, mai sgomberato dai magistrati. con l’intenzione di protestare. Intorno alle 20 alcuni uomini appiccarono il fuoco bruciando roulotte, baracche e i resti di una cascina. Le famiglie rom, per un totale di circa ottanta persone,scapparono mentre altri manifestanti bloccarono le vie d’accesso per impedire l’arrivo dei vigili del fuoco.

Al di là di questa vicenda che non giudichiamo, il popolo che agisce è la cosa che lo Stato teme di più. Non si deve fare. Ecco che, chi reagisce al degrado, deve essere punito per educarne cento, ed evitare che altri si ribellino.

Cinque degli zingari presenti al momento dell’assalto si sono costituiti parte civile nel processo grazie agli ‘uffici’ di un avvocato, tal Gianluca Vitale, e hanno ottenuto un risarcimento di circa quindicimila euro. Tre organizzazioni (l’associazione Idea Rom, l’Associazione di studi giuridici sull’immigrazione e l’European Roma Right Center) hanno ottenuto un risarcimento di tremila euro.




Un pensiero su “Cittadini danno fuoco a campo nomadi abusivo: confermate condanne per ‘razzismo’”

  1. “Punirne uno per educarne 100″…La tipica ideologia delle togherosse è sempre attuale.Vedremo quando la tensione sociale esploderà in una sommossa popolare che cosa faranno.Questi forse non sanno che il popolo quando ha la pancia vuota ed è stanco della repressione giuridica delle proteste diventa pericoloso.

I commenti sono chiusi.