Scuola, prof fa ascoltare Bello Figo contro il ‘razzismo’. Genitore protesta

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A difesa della docente reagiscono 132 suoi colleghi dell’istituto Aldrovandi-Rubbiani sollevando anche un altro tema: “A che titolo i genitori partecipano alla lezione a distanza?”. E voi a che titolo insegnate?

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Durante la lezione a distanza la prof fa ascoltare le canzoni di Bello Figo. La interrompe quando le parole diventano pesanti e offensive contro le donne. E ne discute: lezione di pensiero critico su quello che i ragazzi fuori dalla scuola ascoltano.

Arriva la protesta di un genitore, che in realtà, raccontano i docenti dell’istituto Aldrovandi-Rubbiani, dove è scoppiaot il caso, ascolta la canzone in Dad. L’istituto difende l’insegnante. Ma i colleghi sollevano anche un’altra questione: “A che titolo quel genitore o quei genitori stavano partecipando alla lezione senza peraltro averne informato l’insegnante e gli studenti?”.

In una lettera firmata da 132 professori delle Aldrovandi-Rubbiani si ricostruisce la vicenda e si spiegano le motivazioni: “Una nostra collega sarebbe responsabile di aver sollecitato gli alunni e le alunne della sua classe a proporre autonomamente dei materiali per approfondire il tema del razzismo e dell’immigrazione e di avere poi permesso di ascoltare durante la lezione una canzone di Bello figo, un cantante abbastanza conosciuto tra i giovani”. Durante l’ascolto collettivo il brano è stato interrotto alla comparsa di frasi volgari sulle donne.

Bello Figo ‘un cantante’. Bocelli è un cantante. Fabi Fibra è un cantante volendo un genere più simile. Possiamo concedere che anche Fedez sia un cantante. Ma Bello Figo no. E voi non siete insegnanti.

“La collega ha sollecitato tutti a riflettere insieme sul linguaggio utilizzato (comune a molti altri testi trap) e sui messaggi veicolati, al fine di sviluppare un dibattito critico e un confronto collettivo – scrivono i docenti – La collega ha interrotto la canzone quando ha ritenuto necessario farlo e ha sollecitato una riflessione comune. Dove starebbe lo scandalo? Non è peraltro lei ad avere fatto conoscere quel testo e quell’autore, ha piuttosto aperto uno spazio di riflessione intorno alle canzoni che vengono ascoltate da migliaia di ragazze e ragazzi in modo a volte acritico. Pedagogisti e psicologi ci ricordano sempre, non a torto, che dovremmo sforzarci di parlare meno e di ascoltare di più, e questo cerchiamo di fare quotidianamente, nelle nostre differenze e con i nostri limiti, anche adattando le nostre attività programmate alle circostanze impreviste che si presentano, nell’intento di stimolare sempre l’approfondimento, il confronto e l’approccio critico”.

Sulla stessa linea la dirigente Teresa Pintori: “E’ una prassi normale accettare proposte dagli studenti e discuterle in modo critico. La scuola non è solo trasmisisone di conoscenza, ma anche pensiero critico. Mi dispiace che nel 2021 si debba ancora parlare di questo”.

Continua poi la lettera dei docenti in crescendo sempre più delirante.

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8 pensieri su “Scuola, prof fa ascoltare Bello Figo contro il ‘razzismo’. Genitore protesta”

  1. “…. La scuola non è solo trasmisisone di conoscenza, ma anche pensiero critico…”: trasmissione di pensietro critico o indottrinamento dei ragazzini al liberalprogressismo?

    Maledetti insegnanti post-sessantottini che avete rovinato intere generazioni di giovani. Eh sì, perché anche se sono nati negli anni sessanta, settanta e ottanta, sono comunque sessantottini, in quanto a loro volta mentalmente plagiati da chi il Sessantotto lo ha fatto in prima linea.

    Signori miei, se la scuola italiana è questa, viva l’ignoranza.

  2. Ogni venitore ha titolo di sapere cosa cazzo si insegna ai propri figli, questi 132 sacchi di merda che la difendono devono essere cacciati, la propaganda pronegri la fate ai bastardi che mettete al mondo voi akkoglioni di merda!!!

  3. Bellofigo non è bello, non è figo e propone “materiali” deleteri. Detto questo, eviterei di prendere posizioni troppo nette in mancanza di esperienza diretta sulla vicenda specifica. Per dire, in questi giorni i è capitato di proporre l’ascolto di “Bravi ragazzi” di Bennato – immagino che non tutti lo considerino “opportuno” nel contesto corrente, dunque che facciamo?

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