In Italia la centrale dei terroristi islamici

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Ennesimo caso di centrale di documenti falsi per terroristi islamici in Italia.

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Fermato algerino a Bari: ha partecipato a strage islamica Bataclan

Athmane Touami, alias Tomi Mahraz, l’algerino 36enne raggiunto ieri in carcere a Bari, dove si trovava detenuto, da un nuovo mandato d’arresto con l’accusa di essere un anello fondamentale della catena di supporto logistico del commando di 10 terroristi islamici che il 13 novembre 2015 colpì, con 6 attacchi sanguinari, Parigi e Saint Denis – in particolare, la sala di concerti Bataclan e lo Stade de France facendo complessivamente 130 morti, rappresentava, assieme ai suoi due fratelli, Medhi e Lyes Touami, la cellula di falsari che aveva alimentato di documenti d’identità contraffatti il gruppo di killer dell’Isis consentendo loro di arrivare agli obiettivi senza essere scoperti.

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Nella borsa di Athmane Touami che, è stato accertato, si è indottrinato nella moschea di Finsbury Park, gli investigatori hanno trovato, fra l’altro, 329 foto e 5 video legati all’Islam radicale.

La stessa moschea poi colpita da un patriota inglese per vendicare le vittime:

Darren Osborne: “Dovevo vendicare le bambine stuprate da islamici”

In uno dei video si vede l’imam della moschea di Finsbury Park, scagliarsi contro l’Occidente sostenendo che il Covid è la punizione divina per i miscredenti.

Per gli investigatori non vi è alcun dubbio che il profilo ideologico-religioso di Athmane Touami sia legato alla frangia dei fratelli musulmani.

Su Facebook, Athamane Touami aveva peraltro stretto rapporti di amicizia con alcuni sostenitori del Fronte Islamico di Salvezza.

E, nel corso di una conversazione in cella, nel carcere di Bari viene intercettato mentre fa riferimento proprio agli attentati di Parigi, alla strage del Bataclan ed ai suoi autori.

“L’Italia non è più quella di prima”, si lamenta nel corso di una precedente conversazione telefonica.

E gli agenti si allarmano quando Athamane Touami si scaglia contro il suo stesso difensore: “avvocato di m…, che Allah lo possa punire”.

Il provvedimento di fermo, sottoscritto dai magistrati della Dda di Bari, arriva per Touami quando gli investigatori si rendono conto che vi è concreto pericolo fuga – l’algerino avrebbe finito di scontare a giugno 2021 la pena di 2 anni di reclusione per l’utilizzo di documenti falsi – che il 36enne ha stabili contatti con l’estero e che vi è interesse a dissimulare la sua identità.

Ma il problema è a monte: non devono entrare in Italia.

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In un’occasione Athmane, intercettato, si vanta di esser riuscito, proprio grazie ai documenti falsi, a muoversi senza problemi sia all’interno che all’esterno dell’area Schengen, raggiungendo perfino il Sud Africa riferendo chiaramente di essere stato anche in Belgio, a conferma della circostanza del coinvolgimento alla rete di contatti della cellula jihadista, e facendo espresso riferimento ad una “ banda specializzata di falsificatori”.

Successivamente gli investigatori trovavano collegamenti fra i fratelli Touami ed alcuni soggetti poi coinvolti in attentati terroristici negli anni 2015 e 2016: Amedy Coulibaly, coinvolto il 9 gennaio 2015 nel sequestro di persona di alcuni clienti in un supermercato di Parigi, con la correlata morte di alcuni di essi; Chérif Kouachi (alias Abou Essen), uno degli autori dell’attentato alla sede del giornale francese “Charlie Hebdo” avvenuto il 7 gennaio 2015 a Parigi; Akrouh Chakib e Abaaoud Abdel Hamid, due degli autori degli attentati commessi a Parigi il 13 novembre 2015.

Anche per Athmane, sempre in contatto con i fratelli anche negli anni della sua permanenza a Londra, emergevano collegamenti diretti e indiretti con soggetti coinvolti negli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi (“Bataclan”) nonché numerosi contatti e frequentazioni con soggetti che hanno successivamente riportato condanne per atti di terrorismo“.

Ora il cerchio si è chiuso. Ma quanti altri Athmane Touami sono riusciti ad entrare in Italia e circolano liberamente sul nostro territorio grazie alle politiche immigrazioniste e buoniste




2 pensieri su “In Italia la centrale dei terroristi islamici”

  1. Qua per farlo parlare come Dio comanda ci sarebbero voluti i metodi di Heydrich Reinhard.Ancora prima di prenderle di santa ragione cantava come un fringuello…Con nomi e cognomi indirizzi e pure numeri di telefono.

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