Azienda italiana pronta a produrre 10 milioni di dosi vaccino Sputnik ma politica frena

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Il vaccino russo ‘Sputnik V’ contro Covid-19 potrebbe essere prodotto da un’azienda italiana a partire da luglio. Lo ha annunciato la Camera di Commercio italo-russa presieduta da Vincenzo Trani, secondo cui “nelle scorse ore l’amministratore delegato Kirill Dmitriev del Russian Direct Investment Fund (Rdif) ha confermato di aver raggiunto un accordo con l’azienda Adienne Pharma&Biotech per la produzione dello Sputnik V in Italia, siglando il primo contratto europeo per la produzione locale del vaccino”.

“La partnership – si legge – permetterà di avviare la produzione già dal mese di luglio 2021, il processo produttivo innovativo aiuterà a creare nuovi posti di lavoro e permetterà all’Italia di controllare l’intero processo di produzione del preparato. Questo permetterà la produzione di 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno“.




Un pensiero su “Azienda italiana pronta a produrre 10 milioni di dosi vaccino Sputnik ma politica frena”

  1. La politica frena per tante ragioni, prima fra tutte perché si tratta di un vaccino di creazione russa, e poiché l’Italia è colonia statunitense dal 1945, non può agire in maniera indipendentemente. La seconda, è conseguenza della prima, perché è evidente che i nostri politici sono a libro paga delle case farmaceutiche americane, a partire da Pfizer. Poi vi è una terza ragione, che è a sua volta collegata alla seconda, ossia che essendo i politici italiani a libro paga delle multinazionali straniere fanno gli interessi altrui e mai quelli delle aziende italiane, che proprio perché dalla politica non hanno supporto sono costrette a chiudere i battenti.

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