Svizzera vieta il burqa, è rivolta islamica contro la democrazia: “Non lo rispetteremo”

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Islamici:

«Islamofobia ancorata nella Costituzione» – Di tutto altro parere è il Consiglio centrale islamico della Svizzera (CCIS) che ritiene Il divieto del velo integrale «una grande delusione per i musulmani che sono nati e cresciuti in Svizzera». Secondo il CCIS cui gli iniziativisti sono riusciti ad «ancorare l’islamofobia nella Costituzione federale». Spetta al Consiglio federale prendere ore le misure necessarie affinché i musulmani siano protetti dalla discriminazione, ha indicato a Keystone-ATS la segretaria centrale Ferah Ulucay. A suo avviso l’iniziativa non servirà a nulla. Nessuna multa è stata finora inflitta nel canton San Gallo, otto anni dopo la votazione sul divieto del burqa. I promotori hanno giocato sulle paure della popolazione, ha proseguito. Hanno dipinto scenari «come se fossimo a Kabul o in Iran», critica Ulucay. La CCIS promette che sarà al fianco delle donne che portano il niqab. «Le sosterremo e pagheremo le multe finché avremo le risorse per farlo: se necessario, andremo fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo», ha concluso.

Utili idioti:

«Dopo il divieto di costruire minareti, abbiamo un secondo articolo costituzionale esplicitamente diretto contro una comunità religiosa in Svizzera». È con queste parole che le Giovani Verdi svizzere descrivono il risultato alle urne di oggi. Julia Küng, co-presidentessa delle Giovani Verdi nazionali ritiene «molto problematico quando la comunità limita i diritti fondamentali di una minoranza per mezzo di un referendum». L’iniziativa “Sì al divieto di dissimulare il viso” viene definita come «un’intrusione nella libertà personale, nella libertà di fede e di coscienza, nell’uguaglianza dei diritti e nel divieto alla discriminazione».

Le Giovani Verdi sono pronte a intraprendere azioni legali contro l’applicazione di tale nuova legge. In collaborazione con l’avvocato dei diritti umani Philip Stolkin, sono «preparate a sostenere le donne colpite dalla repressione nell’affermare i loro diritti personali e il diritto alla libertà di credo». Se fosse necessario, anche attraverso tutte le istanze, «fino alla Corte europea dei diritti umani a Strasburgo».

Amnesty:

L’accettazione dell’iniziativa anti burqa rappresenta una nuova discriminazione di una determinata comunità religiosa: lo sostiene Amnesty International (AI), secondo cui il mandato costituzionale alimenta inutilmente le divisioni e le paure.

Il divieto del velo integrale non è una misura volta alla liberazione delle donne: al contrario, viola la libertà di espressione e di religione, afferma Cyrielle Huguenot, responsabile dei diritti delle donne di AI Svizzera, citata in un comunicato.




12 pensieri su “Svizzera vieta il burqa, è rivolta islamica contro la democrazia: “Non lo rispetteremo””

  1. Bello eh?, mezzo secolo fa, quando la prepotenza di certi soggetti era solo una lontana fiammella.
    Ora i sensibili si disturbano se vedono una statua svestita, ma devono imporre a tutti il loro molesto modo d’essere.
    L’ostentazione di propri simboli é il piede nella porta del venditore molesto.
    Occorre, semplicemente, tornare a mezzo secolo fa, mandando in discarica tutti quelli che attentano alla pace sociale, o rompono eccessivamente i cabasisi, preceduti dagli inutili idioti che starnazzano che ciò non é possibile.

  2. Se non rispettano il volere de piu’ ce si chiama democrazia, e’ bene che Tornino nel deserto a casa loro, 3 anni fa ero a Salisburgo, vidi un beduino che camminava e 2 fantasmi intabarrati di nero che camminavano dietro, feci di tutto per farmi vedere e i due fantasmi mi videro, due occhi magnifici che si abbassarono per la vergogna, la sboldracca dovrebbe fare la skiava di ste bestie di merda…. come le troie di sinistra che si oppongono al volere popolare, vadano in arabia a far vantare i loro diritti da handicappate mentali, zoccole

  3. Non è stato comunque un voto plebiscitario, perché il SI ha vinto con il 51,2%. Su 26 cantoni, sono stati 20 quelli in cui ha prevalso il SI. Tra i rimanenti 6 in cui ha prevalso la scelta opposta, ci sono ovviamente i cantoni svizzeri a più alta concentrazione di spazzatura afroislamica, ovvero Basilea Città (59%), Zurigo (54%), Ginevra (51%). Strana è l’affermazione del NO nel Grigioni. Invece i cantoni che hanno registrato una più netta affermazione del SI al provvedimento sono stati Jura, il “nostro” Ticino (che è stato pioniere di un simile provvedimento otto anni fa) e Svitto, con il 60%.

    Come al solito i maomettani, che stanno dove non dovrebbero stare, ossia nel suolo europeo, fanno le vittime con la solita complicità dei liberalprogressisti che li coccolano. Se in Italia e in Europa non ci liberiamo di questi ultimi, l’afroisamizzazione sarà realtà tra non molto.

      1. Beh, considera che in Ticino il partito della Lega dei Ticinesi ha consensi attorno al 30%, ed è alleato proprio con l’UDC promotrice del referendum. Partito il cui leader dallo scorso anno è il ticinese Marco Chiesa, un fatto storico visto che i capi sono sempre stati svizzeri tedeschi, di cui il più noto è stato Blocher.

  4. in Italia, circolare col volto coperto è reato : espressamente vietato e punito da ( ben ) tre leggi e un decreto.
    il punto, caso mai, da Noi, sta nell’esigere ed ottenere il rispetto delle norme vigenti da tempi non sospetti.

  5. Grandi gli svizzeri. L’Europa ha le sue origini cristiane, non musulmane.
    Se non vi va bene la democrazia occidentale, a casa vostra, in medio oriente.
    Quando un occidentale va in medioriente, si deve adattare alle vostre usanze, perché quando va bene, lo espellete e non ha possibilità di opporsi.

  6. Però siete buffe, si fa per dire:in Europa volete portare il burqa e la sharia, però chi porta al collo un crocifisso o parla di Gesù, lo odiate. Nel mondo ci sono ben 57 paesi musulmani che vi accolgono a braccia aperte, andate là. Nessuno vi chiederà di tornare indietro.

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