Renzi in viaggio di ‘lavoro’ a Dubai in hotel di lusso: ‘loro’ possono

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Renzi è a Dubai per l’ennesimo viaggio di lavoro in sceiccolandia.

Renzi non è andato nell’Arabia Saudita del principe Bin Salman, bensì a Dubai, dov’è atterrato ieri con un volo privato. Alloggia nel lussuoso Burj Al Arab Jumeirah, hotel a forma di vela gigante, situato su un’isola privata: solo suites, letteralmente dentro al mare, da 1500 euro a notte.

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Il viaggio non è stato annunciato né pubblicizzato, il motivo della trasferta non è noto. Sappiamo, però, che esattamente due anni fa, nel marzo del 2019, Renzi era stato a Dubai per partecipare al Global education and skills Forum, la “Davos dell’educazione”, organizzata dalla Fondazione Varkey, legata a doppio filo al governo degli Emirati Arabi. E proprio da una holding riconducibile al governo degli Emirati erano partiti, tra il 2014 e il 2016, due donazioni da 75mila euro complessivi alla fondazione Open, la cassaforte del renzismo. La stessa holding che in seguito ha preso la quota di maggioranza di Toscana Aeroporti, presieduta da Marco Carrai, il migliore amico del senatore di Rignano, che è anche nel direttivo della fondazione renziana. I legami economici con Dubai, quindi, ci sono.

E questo per dimostrare che sono una casta e quando tocchi uno di loro tocchi tutti:

E’ vergognoso che la casta possa viaggiare come e dove vuole abusando della scusa del ‘lavoro’. Ma in Italia la ‘casta’ è ovunque. Era a Sanremo nei giorni scorsi, con i ristoranti aperti per i dirigenti RAI, ed a Roma, con le Sardine accampate e assembrate che hanno attraversato più di una regione italiana. Cosa vietata ai comuni mortali. Ed è a Dubai, dove un senatore della Repubblica è in viaggio di ‘lavoro’ mentre i suoi sudditi sono chiusi in casa e non possono andare a trovare i parenti nel Comune vicino.




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