Orban: “Gay lunatici”, e ferma la campagna gay in tv

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Prima usavano i carri armati, oggi il gay pride.

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In Ungheria continua la difesa della normalità dall’agenda Lgbtq, definita “lunatica” dal primo ministro Orbàn.

Negli ultimi giorni, una pubblicità che presenta cosiddette coppie gay diffusa da un canale di proprietà tedesca, è diventata protagonista di una disputa tra il governo e il gruppo televisivo Rtl. L’autorità nazionale dei media e della comunicazione di Budapest ha infatti avviato un procedimento contro il canale del gruppo tedesco, sostenendo che lo spot omofilo non sia adatto ai bambini.

Da noi, invece, si usano i soldi del Canone per propagandare l’agenda. Nemmeno gay, ma proprio trash.

La legge ungherese sui media, una delle prime leggi emanate dopo che Fidesz e Orban sono saliti al potere a furor di popolo nel 2010, serve ad esempio a proteggere la maggioranza silenziosa dai capricci di minoranze iperattive sovrarappresentate a livello mediatico ed elenca tra gli obiettivi del servizio pubblico radiotelevisivo promuovere “il rispetto per l’istituzione del matrimonio e dei valori familiari”.

Tra le mosse più eclatanti, la decisione di ritirarsi dalla pagliacciata dell’Eurovision perché considerato “troppo gay.” Ma la lista di interventi a difesa dell’identità e dell’ordine naturale delle cose è lunga.

Per esempio, lo scorso gennaio, un canale è stato multato per aver trasmesso un segmento in cui il politico ‘liberale’ di Budapest, tal Péter Niedermüller, di etnia tedesca, ha lamentato che se la società ungherese dovesse “isolare” i gruppi di minoranze, compresi i migranti, Rom e altri, rimarrebbe ‘solo’ un “terrificante gruppo di maschi bianchi, cristiani, eterosessuali.” Un vero e proprio dramma, il sinedrio globalista che in Occidente programma e propaganda la nostra distruzione anche attraverso pubblicità sempre più oscene non lo può permettere.

Anche Coca Cola è stata multata l’anno scorso per una campagna pubblicitaria in cui c’erano cosiddette coppie omosessuali che si baciavano. Secondo il governo ungherese i manifesti avrebbero potuto “compromettere lo sviluppo fisico, mentale, emotivo e morale di bambini e adolescenti.”

In Italia, invece, paghiamo tal Achille Lauro per farlo in prima serata su Rai Uno. E Salvini zitto: devi scegliere con chi stare, Capitano.




Un pensiero su “Orban: “Gay lunatici”, e ferma la campagna gay in tv”

  1. L’omosessualita, che é una deviazione dalla finalità della specie (perpetuarsi tramite la prole), non é il reale problema.
    Se contenuta in numeri naturali, é tollerabile.
    Il vero, grande problema é l’omosessualismo, e sopratutto la propaganda omosessualista, che é tutt’altro; come tutte le storture del politicamente corretto prende un tema, un presunto diritto, e ne fa il centro il martellamenti continui che nulla hanno più a che vedere con ciò che starnazzano di avere a cuore.
    Propaganda che, in realtà, ha ad obiettivo semplicemente il male, il disordine, la confusione, la lotta tra istanze diverse, poste appositamente in conflitto.
    Quando molti anni fa si sentiva parlare dell’URSS, e della persecuzione di “agitatori” “sobillatori” “destabilizzatori” e “agenti di potenze straniere” si pensava ad una paranoia dei sovietici.
    Oggi, abbiamo davanti agli occhi, in casa nostra, il significato di quelle parole: infidi che vogliono distruggere non un solo paese, ma un’intera cultura.
    Fa benissimo, e anzi fa troppo poco, l’Ungheria.
    E tutti gli altri dovrebbero scuotermi dal torpore, prima che sia tardi.

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