Italia, locali italiani chiusi ma gli ‘shisha bar’ islamici aperti: così diffondono il contagio

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La reporter Totolo ha scritto un interessante articolo sul tema:

Nel giugno del 2020, durante i festeggiamenti per la fine del Ramadan, uno shisha bar di Gottinga, in Bassa Sassonia, è diventato un enorme focolaio di diffusione del coronavirus: centinaia di persone contagiate, scuole e centri sportivi chiusi, e un intero palazzone di 17 piani, occupato da migliaia di stranieri in prevalenza rom kosovari musulmani, ribattezzato poi “Corona-Haus”. I veicoli dell’infezione da Covid-19 sono stati i narghilè fumati all’interno dello shisha bar, che peraltro sarebbe dovuto rimanere chiuso per le misure tedesche di contenimento del virus ancora in vigore.

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L’uso delle pipe ad acqua (narghilè, shisha, hooka, o bongè), per consumare tabacco aromatizzato e filtrato, è diffuso tradizionalmente nei Paesi arabi e nel subcontinente indiano, ma si è poi esteso velocemente anche in Italia, per diversi motivi. Tra questi, l’aumento della popolazione straniera proveniente dai Paesi in cui il narghilè è di uso comune (circa il 23 per cento del totale, più di 1,2 milioni di persone) e l’aumento degli shisha bar nelle città italiane. Nonostante il notevole numero di utilizzatori, nessun Dpcm e nessuna regolamentazione del ministero della Salute, dedicati al contenimento del coronavirus, hanno disciplinato tale pratica, lasciando la più totale discrezione ai gestori dei numerosi shisha bar italiani, a differenza di quanto è avvenuto in alcuni Paesi arabi dove i governi hanno chiuso tali locali perché memori di ciò che avvenne in seguito alla diffusione dei due precedenti coronavirus, la Mers (Middle East Respiratory Syndrome) e la Sars (Severe acute respiratory syndrome).

E secondo il professor Raoult, all’origine dell’aumento del contagio da Covid19 a Marsiglia la scorsa estate – la città ha 1/3 degli abitanti che sono musulmani – ci sarebbe proprio il massiccio uso di narghilè negli shisha bar.




3 pensieri su “Italia, locali italiani chiusi ma gli ‘shisha bar’ islamici aperti: così diffondono il contagio”

  1. Anche qui, kippahredattori di “Vox”: “GLI ‘SHISHA BAR’” vanno sì chiusi e tutto il relativo musulmanume rispedito nei Paesi d’origine… ma NON per la diffusione ballista del “contagio” (che esiste solo nelle vostre teste marce di kosherlegaioli), ma perché l’ItaGlia deve tornare a essere ITALIA.

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