“Ho pagato 8mila euro per entrare in Italia: ora dovete mantenermi” – VIDEO

Condividi!



7 pensieri su ““Ho pagato 8mila euro per entrare in Italia: ora dovete mantenermi” – VIDEO”

  1. Se io fossi uno spiantato o un delinquente pakistano, ricercato dalla polizia o dal clan rivale, e sapessi che in un posto, pur distante, sono disposti a farmi entrare fingendo che io sia profugo o minore, che a prescindere da quante menzogne io dica e quante carte false faccia non controlleranno mai ciò che asserisco, che a prescindere da quanti reati io commetta, in ogni caso non mi espelleranno fisicamente e potrò non andarmene finché io non lo desideri, che troverò da mangiare e da dormire, perché se non ci pensa lo stato ci pensano altri e che, nel migliore dei casi, quello stato sarà pure disposto, oltre che a spendere risorse enormi anche per curarmi – tutto senza che io abbia mai fatto nulla per questa comunità – mi darà pure dei soldi, come già durante il viaggio ha fatto l’UNHCR con le carte prepagate senza nome (vietate a tutti, ma non a chi è già clandestino, per il quale un nome vale l’altro, alla faccia della tracciabilità, del riciclaggio e del terrorismo), mi darà un bonus natale, un bonus bebè se avrò l’irresponsabile opportunità di figliare, un reddito di emergenza e un reddito di cittadinanza.
    Da questo stato cercherei di prendere tutto il possibile, perchè non rileverebbero concetti quali onore, correttezza e dignità; e, per di più, ne disprezzerei le stolte istituzioni ed il popolo che è pronto a dare a me, piuttosto che ai cittadini.
    Disprezzerei uno stato che non ha alcuna considerazione di se stesso; che è disposto a cedere ad ogni ricatto morale, a bersi ogni bugia, a non punirmi quando commetto atti indicibili.
    Anzi, lo odierei, perchè non avrei neppure le basi culturali per arrivare a comprendere che le risorse non vengono dal nulla, ma sono sottratte a chi le ha prodotte.
    Meglio questo che continuare a scappare, e comunque che continuare a restare in un posto pessimo; e poco importa che più arriva gente come me, più questo posto diventerà come quello da cui provengo, e io non farò nulla per impedirlo, perchè i dannati che mi ospitano sono ricchi, e queste ricchezze sono piovute dal cielo. Perché a me interessa prendere, mangiare, avere.
    Non mi interessa averne il merito.
    Chi, nelle stesse condizioni personali e intellettive non farebbe lo stesso?

  2. Forse c’è da aggiungere l’indecenza del fatto che non venga mai, sul piano dei rapporti internazionali, commerciali e non, considerata la responsabilità degli stati di provenienza, che beneficiano di un travaso di ricchezza ed è per questo che si permettono di fare gli indiani (riferimento al subcontinente del tutto casuale).
    Del resto, si permettono di fare i sornioni perchè i corrottissimi e traditorissimi soggetti che hanno preso il potere in italia e stanno conducendo consapevolmente la nave Italia contro l’iceberg, contro la volontà del popolo e a danni dello stesso, non fanno nulla sul piano internazionale; sorrisi all Bangladesh, sorrisi alla Cina, sorrisi al Marocco e alla Tunisia i cui aranci, olio e verdure neppure minacciamo di tentare di sdaziare e che danneggiano solo noi (la Spagna è coltivatrice intensiva e per lo più di bassa qualità e non viene danneggiata più di tanto) invadendo il mercato; neppure minacciamo di fermare i visti regolari ai nigeriani, guineani, ghanesi, maliani e quant’altro offre l’africa occidentale se rifiutano di riprendersi i loro espulsi.
    Ma come prendersela con questi stati? Anche loro tentano di fare il proprio interesse, e non vogliono danni che non siano costretti a subire.
    Sono i nostri “rappresentanti” che fanno passare leggi ineffabili, come quelle che impediscono di espellere minori clandestini anche se dimostrano quarant’anni, basta che si dichiarino bimbi senza alcuna conseguenza in caso di menzogna, impedendoci anche di verificare l’età con le normali procedure comunemente accettate ovunque nel mondo. Leggi ineffabili che, invece di prevedere la restituzione alle ambasciate di questi “minori”, ne impongono la istituzionalizzazione, per lo più con affidamento a soggetti privati ben retribuiti per prendersene cura, offrendo loro cure mediche, scuola, università, con tutto il relativo materiale, attività sportive quant’altro possa essere utile, o indispensabile, in un “college” che anziché farsi pagare, paga; ça va sans dire con effetti sociali devastanti ed il risultato di avere masse di persone alloctone, che odiano il paese e chi gli ha dato ciò che pur pretendono. Persone che un giorno prenderanno la cittadinanza formale, ma non avranno mai la nazionalità, se non in minima parte. Non avranno mai un comune sentire. Non li incontrerai mai all’altro capo del mondo e dirai loro “italiano?” come in vacanze in america, né parlerai di Montale o di Alberto Sordi. Avranno il tuo passaporto, ma poco in comune.
    Come si distingue? E’ facile: tutti coloro che immigrano sudando per farcela e non vogliono che altri arrivino a prescindere dalle loro qualità, possono essere in qualche misura meno dannosi; quelli che, immigrati con la menzogna, desiderano che tutti i loro compaesani entrino con la menzogna per trasformare il paese Italia in qualcosa di simile ai posti di provenienza sono dannosi, oltre ad avere un bassissimo quoziente intellettivo.
    Suggere da un sistema senza preoccuparsi della possibilità di sopravvivenza e/o sostenibilità dello stesso significa non avere prospettiva; significa non aver compreso che la differenza tra qui e lì, non è la geografia, o il clima; che la differenza sei tu, e quelli che vivono, pensano e si comportano come te; che quando molti saranno arrivati, e la faccia del paese muterà per assomigliare ai posti da cui provieni, il “qui” sarà diventato il “lì” e non ci sarà più nulla da parassitare.
    Non è la geografia, o il clima, o il fato che fanno un luogo; il luogo lo fanno coloro che lo abitano, lo vivono, lo amano, la fa la loro cultura, laboriosità, intelligenza, ed ogni altra buona qualità che viene sistematicamente, oggi, ridicolizzata o considerata inutile, rispetto alla “competitività”.
    Gli stati, dunque, e la loro responsabilità.
    L’Albania consente sorniona che i minori albanesi vengano mandati qui dalle famiglie e studiare, mantenuti dall’Italia; voi non lo fareste, se foste uno stato non in grado di spendere per l’istruzione decente, ammesso e non concesso che quella italiana tuttora lo sia?
    L’Egitto consente che le donne vengano qui a partorire, giusto il tempo di; scrocco e via. Ciao Italia. Voi, se foste l’Egitto o se foste quella donna e vi dicessero che dei gonzi vi pagano tutto, non fareste lo stesso?
    Eppure sarebbe così normale, in una normale relazione internazionale, porre queste questioni come questioni tra Stati, di semplice, ovvio principio di responsabilità.
    Ma nulla.
    E di cose da dire ce ne sarebbero molte altre.

    1. Con certi paesi c’è sicuramente qualche accordo sottobanco (negri in cambio di soldi o di piaccamento di prodotti), come ci sarà sicuramente nel caso di paesi di raccolta e partenza di queste carogne tipo il Niger e l’Etiopia.

Lascia un commento