Mare Jonio, spunta bonifico da 125mila euro: 4.600 euro per ogni migrante imbarcato!

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Questa mattina, nella solita intervista sdraiata ad un giornale italiano, quello che secondo la Questura di Palermo è “in contatto con la criminalità organizzata”, Luca Casarini, ora indagato anche per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, si è scagliato contro le accuse mosse dalla procura di Ragusa.

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“Tutti a cercare le prove di una macchinazione, di un teorema applicato al soccorso in mare”, ha detto. “Se avessero trovato i quattrini ci avrebbero arrestati tutti, non c’è niente. Non hanno niente nelle mani e rivoltano tutto per cercare una cosa che non esiste”.

Ecco, quella cosa ora esiste. Un bel bonifico per il pagamento del trasbordo dei 27 clandestini che 37 giorni prima erano stati recuperati in acque territoriali maltesi dal cargo danese:

Consegna a pagamento a Mare Jonio, Capitano nave danese: “Non sapevamo dove scaricarli, nessuno li voleva”

E’ questa, dunque, la prova che ha spinto i pm a ipotizzare l’esistenza di un “accordo economico” che ha portato “un’ingente somma” di denaro nelle casse della Idra Social Shipping, la società proprietaria ed armatrice della nave di soccorso Mare Jonio.

I fatti riguardano lo sbarco di 27 clandestini avvenuto il 12 settembre scorso al porto di Pozzallo. Ventiquattro ore prima gli immigrati erano stati trasbordati sulla Mare Jonio dalla Maersk Etienne, una motonave danese che li aveva soccorsi in mare in acque maltesi 37 giorni prima. Mentre erano ancora in attesa che gli venisse indicato un “porto sicuro” dove portare gli stranieri, dopo aver fatto un sopralluogo sul cargo l’imbarcazione della Mediterranea Saving Humans si era fatta carico dei loro destini facendo rotta verso la Sicilia e, approfittando del solito buonismo dei giallorossi che avevano accordato loro il “pos” (il porto sicuro), li aveva scaricati sull’Italia. Secondo i pm di Ragusa, però, i quattro indagati non sarebbero stati mossi solo dall’ideologia. Il trasbordo dei 27 sarebbe avvenuto “solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi”.

In virtù di questo “accordo di natura commerciale” la società armatrice della Mare Jonio, la Idra Social Shipping, avrebbe infatti percepito “un’ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso”. Si tratterebbe, come documentato da Valentina Raffa sul Giornale, di “125mila euro, che divisi per 27 persone prese a bordo fanno circa 4.600 euro a migrante”.

Hai capito quando vale ogni ‘migrante’ per le Ong? 4.600 euro!

In una nota pubblicata oggi pomeriggio Caccia e Metz, due degli indagati insieme a Casarini, hanno spiegato che la Maersk Etienne avrebbe pagato le “spese aggiuntive” dell’operazione per i “servizi svolti in mare”. “Abbiamo incontrato per la prima volta i manager della Maersk Tankers un mese dopo la conclusione dell’operazione di soccorso”, hanno spiegato assicurando che i danesi avrebbero deciso di versare i soldi nelle casse della Idra Social Shipping per “aiutare le nostre attività umanitarie, politicamente e materialmente”. Beh, anche Renzi lo pagano solo per i discorsi, i sauditi.




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