Il programma Kyenge: “Cambiare composizione etnica del popolo italiano”

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Qual è il programma di Kashetu Kyenge e dei suoi accoliti per il popolo italiano? La sua sostituzione etnica.

Lo spiegò, piuttosto chiaramente, in un’intervista alla radiotelevisione romanda – Svizzera – nel programma “La Matinale” dello scorso anno

“Il y a une population (les Italiens) qui a besoin d’être accompagnée dans ce changement, je peux dire, ce changement de la population, le changement de la composition de la population”

Kyenge parlò in modo chiaro di sostituzione etnica: “Il popolo italiano ha bisogno di essere accompagnato nel cambiamento della popolazione, nel cambiamento della composizione della popolazione”.

Questa è l’enunciazione di un programma di sostituzione etnica degli italiani con africani.

Un “accompagnamento” che, disse Kyenge, non dovrebbe essere svolto unicamente dal governo e dalla politica italiana ma, anche, dall’Unione europea e dalla comunità internazionale.




15 pensieri su “Il programma Kyenge: “Cambiare composizione etnica del popolo italiano””

  1. ancora non capisco come e’ possobile che questa gente che arriva con i barconi, poi vada a sedere in parlamento
    tipo il leghista Toni Iwobi
    e li paghiamo 20.000 euro al mese
    quando gli italiani di alto livello
    non hanno piu neanche cibo e vanno alla caritas

    I voglio i nomi e cognomi di quei leghisti che li hanno portati su quelle poltrone
    PORTATEMELI QUI!

  2. Nel controverso libro “Bagatelle par un massacre” un noto scrittore Francese da una risposta esplicita alla tua domanda. Non che io sia d’accordo con lui. Io preferisco il Marchese de Sade.

  3. Chi diavolo è questa congolese per decidere sul nostro futuro?!

    A loro interessa creare società di individui, masse informe di consumatori e sudditi con una esistenza strisciante.

  4. Premesso che queste parole pronunciate dalla Congolese non suscitano in me alcun stupore, semmai indignazione che serve solo a farmi rodere il fegato. Quando un elemento allogeno che diventa ministro di uno Stato che non è il proprio e in cui si entrati da clandestino, si mette a fare questi discorsi, non solo dimostra assoluta arroganza, ma anche che qualsiasi discorso sull’integrazione degli immigrati si rivela fondata sul nulla.

    Non si può parlare di integrazione quando di fatto un immigrato, invece di farsi assorbire dal gruppo etnico dominante, ovvero assimilarsi, pretende che il paese in cui vive debba essere invaso da centinaia di migliaia di suoi simili. Che poi io penso, se vuole vivere in mezzo ai suoi simili perché si sente solo e disadattato, allora se ne torni al suo paese d’origine. L’integrazione se non è accompagnata dall’assimilazione, vuol dire che non c’è. Gli immigrati che abbiamo qui in Occidente pretendono di trapiantare non solo la loro genia (visto che purtroppo fanno i figli di noi, vuoi perché sono orgogliosi di sé stessi, vuoi perché sono più agevolati a farli), ma anche le loro usanze e tradizioni, se non addirittura la loro affermazione a danno delle nostre (che peraltro diciamolo, a causa del liberalprogressismo non difendiamo affatto). Anche se bisogna dire che ci sono gruppi allogeni come arabo-islamici, africani subsahariani e cinesi, per i quali fare discorsi sull’integrazione è solo tempo perso inutilmente, perché per ovvie ragioni culturali ed etnoantropologiche non sono assimilabili.

    La verità è che, ad esempio, i maschi ne(g)ri intendono per “integrazione”, solo il fatto che fanno sesso con le donne bianche. Non sono affatto disposti a rinunciare al loro orgoglio di essere tali, e facendo ratto delle nostre donne quando vengono qua, cosa inevitabile, lo fanno per ragioni di suprematismo razziale e per recare un affronto all’uomo bianco, che essi per pura invidia odiano in modo viscerale.

    1. La verità che individui di ceppi etnici lontani dal caucasico sono inassimilabili.
      Già non si mesvolano con noi gli immigrati bianchi, figuriamoci asiatici o africani.
      Negli Stati Uniti, nonostante siano passati oltre tre secoli, gli africani son rimasti tali.
      Anzi, ho visto diminuire i quadroons.

      1. Sì infatti, l’ho scritto. Però negli Stati Uniti da quando purtroppo furono abolite le leggi anti-miscegenazione, che vietavano gli incroci tra individui di razza diversa, sono aumentati notevolmente i nati da unioni miste (soprattutto ne(g)ro-bianca), ed ha comportato la diminuzione della componente di razza bianca, scesa dall’87% di allora al 72% attuale.

      2. La loro stessa conformazione fisiognomica (che essi stessi riconoscono come primitiva) denuncia l’impossibilità a potersi mediare civilmente con strutture più armoniose ed evolute come quelle dei caucasici: che difatti stanno provando a sporcare a partire dai paesi più emblematici in tal senso (come la Svezia, dove c’è l’epicentro del globalismo giudeo anti-caucasico in stile Spectre Lerner e compari finanziati da Soros).

    2. Werner, molto opportunamente sei stato contenuto nei modi. Altrettanto opportunamente sei stato realista nei contenuti, mettendo da parte le dannosissime mezze parole. Per quel che può valere la mia opinione, complimenti.

  5. In rete le notizie sono ormai grottesche, i giapponesi si lamentano dei tamponi, fatti direttamente nel retto, dai cinesi per permettete loro di entrare nel paese. Si sa che la posizione a 90 ormai è quella alla quale ci dobbiamo piegare, su altri fronti le cose non vanno bene… la legna, prezioso materiale da riscaldamento e di una cottura dei cibi qualitativamente impagabile, è stata vietata perché “inquinante”, bisogna dotarsi di strumenti idonei, con almeno 4 stelle, per non subire sanzioni che vanno dai 500 ai 5.000 euro (portargli via direttamente la casa per consegnarla ad una onlus pronegri nooo? tanto è lì che vogliono arrivare) La popolazione autoctona dopo il raid vaccinale non riesce a superare i 55 anni e talvolta nemmeno ci arriva, come la maestrina morta seduta sul wc, silenziosamente, come era vissuta. Ci scommetterei che si era appena vaccinata, ma come pretendere che la magistratura indaghi su morti di stato? Un tizio di nome Nicola Franzoni per essersi permesso di rivoltarsi contro la dittatura italiana è stato inquisito e a giudicare dai capi di imputazione direi che 20 anni di gabbio non glieli leva nessuno. Per chi alza la voce si leva la mano della “giustizia kalergiana”
    Ho visto che anche qua su vox ci sono state restrizioni o meglio censure pesanti, dove i padroni di casa invitavano a non usare termini volgari.
    Ebbene “cari” amici leccaculo, la volgarità non sta nel citare attività disdicevoli che hanno svolto sicuramente le madri di certi parlamentari per spalancare le porte dei palazzi ai loro figli bastardi… o infangare la disponibilità delle terga dei politici a tutti i livelli, ma piuttosto nel creare un luogo, reale o virtuale come questo, dove la verità difficilmente si può insinuare. Dove la parola sconveniente diventa grave reato, mentre l’omicidio premeditato è lecito e rappresenta la routine quotidiana alla quale non ci si può sottrarre.

    1. Accidenti, Zanetti, dopo i complimenti a Werner mi tocca farli pure a te! Con modi attenti, anche per non prestare al fianco a chi vorrebbe che tutti coloro che dissentono fossero “buzzurri ignoranti”, bisogna però dare fiato con vigorosa chiarezza alle proprie posizioni. Fintanto che non verranno a prenderci casa per casa con taser e manganelli (e siringhe), per lo meno. In quel caso le parole non basterebbero più.

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