Repubblica Dominicana: costruisce muro con Haiti per fermare immigrazione africana

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Perché non conta dove nasci ma chi sei. Non la geografia fa l’uomo, ma il sangue.

Il presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader, ha annunciato la costruzione di una barriera di separazione con Haiti per contrastare l’immigrazione illegale. “Nella seconda metà di quest’anno inizieremo a costruire sulla linea di demarcazione tra i due paesi: Repubblica Dominicana e Haiti”, ha detto il capo dello stato parlando al Congresso, secondo quanto riferisce il quotidiano “Diario Libre”. Le nuove misure, ha annunciato, uniranno “mezzi fisici e tecnologici” e includeranno una doppia recinzione nei tratti “più conflittuali”, oltre a sensori di movimento, telecamere di riconoscimento facciale, radar e sistemi a raggi infrarossi. Nel giro di due anni, ha aggiunto, “vogliamo porre fine ai gravi problemi di immigrazione clandestina, narcotraffico e traffico di veicoli che soffriamo da anni”.

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La Repubblica Dominicana ha già rafforzato i dispositivi di sicurezza alla frontiera con Haiti, teatro in questi giorni di accese proteste anti governative. La crisi in atto ad Haiti si è acuita dopo la decisione di parte della giustizia, lo scorso 7 febbraio, di decretare finito il mandato del presidente Jovenel Moise, che ha denunciato un tentativo di colpo di stato rivendicando la legittimità di un altro anno alla guida del paese. Haiti e Repubblica Dominicana dividono una delle più grandi isole dei Caraibi.

A chi nega l’irrilevanza del luogo dove abiti per l’intelligenza, chiediamo come mai, l’unico Paese al mondo abitato solo da africani fuori dall’Africa, Haiti, è anche l’unico paese al mondo oltre quelli africani ad essere socialmente ed economicamente disastrato. Quando la Repubblica Dominicana, nell’altra metà dell’isola di Santo Domingo, prospera (relativamente ad Haiti) con la sua popolazione mista e un’élite bianca.




4 pensieri su “Repubblica Dominicana: costruisce muro con Haiti per fermare immigrazione africana”

  1. “A chi nega l’irrilevanza del luogo dove abiti per l’intelligenza, chiediamo come mai, l’unico Paese al mondo abitato solo da africani fuori dall’Africa, Haiti, è anche l’unico paese al mondo oltre quelli africani ad essere socialmente ed economicamente disastrato.”: neanche Giorgetti, Maroni e Salvini sarebbero in grado di rispondere e si metterebbero a tergiversare, visto che hanno fatto eleggere un nigeriano al Senato.

    1. Il conservatorismo, in quanto dottrina politica, se non è abbinato a quello biologico e quello ecologico, è incompleto. È fasullo. Un vero conservatore non può non tenere alla perpetuazione dei propri geni.

      Bisogna sdoganare il concetto di razza, il trinomio Sangue-Suolo-Spirito, che oggi vengono considerati dei tabù, di qualcosa di cui non si può parlare, altrimenti è “razzismo”. Non è giusto che queste argomentazioni siano rimasti esclusiva del Nazionalsocialismo, che quando all’epoca in cui esistette, pose la questione dell’identità etnorazziale in maniera sbagliata ed esagerata. Parlava di razza ariana, di ebrei impuri, ma non poneva il problema della proliferazione dei ne(g)ri.

  2. Ringraziassero i Francesi: grazie al trattato di Ryswick del 1690/1700 (non ricordo di preciso) quella parte è finita in mano francese e hanno deciso che sarebbe stato ottimo importare millemila negri come schiavi per le piantagioni. Non si capisce come, gli indigeni hanno poi deciso di trasferirsi tutti nelle “encomiendas” ispaniche oltre confine. Strano. Chi non vorrebbe essere arricchito dalla vita africana. Se non vuoi, non sei “metropolitano” nè un vero francese.

    Vi consiglio poi di cercare la foto aerea del confine fra Haiti e Domingo perchè è emblematica. Da una parte i “consumatori” e dall’altra i “costruttori”.

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