Le mani dei cinesi sull’Italia: dopo averci contagiati ci comprano (coi nostri soldi)

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2 pensieri su “Le mani dei cinesi sull’Italia: dopo averci contagiati ci comprano (coi nostri soldi)”

  1. Il saccheggio economico dell’Italia è un fenomeno che ha origine da almeno 40 anni. In tutto questo arco di tempo abbiamo avuto americani, inglesi, francesi (più di ogni altro perché ci vedono come “inferiori”), tedeschi, olandesi, arabi, giapponesi, coreani, indiani, cinesi e addirittura anche brasiliani. Certo, i cinesi in questo momento stanno conquistando un paese perché sono la seconda potenza economica mondiale, hanno enorme liquidità, e spesso dietro c’è lo Stato, visto che si tratta di un regime.

    L’Italia è saccheggiata dagli stranieri per due ragioni fondamentali. La prima, è la classe politica, la più antipatriottica del pianeta, sostenitrice accanita del modello economico liberista, e dunque contraria a qualsiasi misura protezionista sulle nostre aziende e sui loro prodotti. Mancanza di una politica industriale, che sta portando gradualmente alla deindustrializzazione dell’Italia. Tanto per fare un esempio, il fatto che la più grande azienda industriale privata italiana, la FIAT, passi prima agli americani e poi ai francesi, è emblematico di ciò. Parliamoci chiaro, la nuova entità nata dalla fusione “paritetica” tra Peugeot e FIAT, la Stellantis, tra non molto chiuderà gli ultimi tre stabilimenti ancora attivi in Italia di Cassino, Mirafiori e Pomigliano. Oppure la ex Merloni Elettrodomestici che sette anni fa è stata acquistata dalla Whirlpool, che era multinazionale, pensate forse che i tre stabilimenti italiani rimarranno attivi per molto? Oppure gli americani si fotteranno marchi e know-how? O come nel caso dell’ILVA, che Giggino ‘o bibbitaro ha dato ai franco-indiani, che sono sicuro non appena ne avranno occasione, troveranno il pretesto per chiedere l’acciaieria di Taranto, dopo aver ricevuto molti soldi pubblici?

    Indubbiamente, lo Stato tassa in maniera inaccettabile e vessatoria le imprese, il cui carico fiscale arriva fino all’80%. Ma a prescindere da questo, subentra comunque il secondo fattore, che è relativo alle dinastie imprenditoriali italiane, le quali alla terza generazione, dopo aver campato di rendita ed essere viziati da quelle precedenti, pensano solo allo svago e al divertimento, non si occupano delle aziende di famiglia, e le vendono agli stranieri.

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