Traduttori stranieri negli uffici pubblici perché gli immigrati non capiscono l’Italia: l’ultima follia di Lamorgese

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L’integrazione – che comunque è genocidio con altri mezzi – al contrario: non loro a dovere imparare la nostra lingua ma noi la loro.

La prefettura di Torino ha presentato il progetto “Capire, Formare, Agire”, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 (Fami), istituito con Regolamento UE n. 516/2014 con l’obiettivo di promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno: asilo, integrazione e rimpatrio. Il progetto sul sito Viminale

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Tra le azioni previste, la possibilità di avvalersi della figura dei mediatori culturali negli uffici pubblici ad alta frequenza di cittadini stranieri. La presenza di tali figure sarà prevista all’interno degli uffici territoriali dell’Agenzia delle entrate, dei Consorzi socio-assistenziali, degli sportelli delle Asl., durante gli orari di apertura al pubblico o a chiamata su richiesta degli operatori. A partire dal 1 marzo 2021, in particolare, l’offerta di un servizio di mediazione agli uffici dell’Agenzia delle entrate, prevedrà una presenza giornaliera alternata in cinque uffici territoriali.

Altro intervento prioritario, la formazione permanente del personale sulla normativa in materia di immigrazione per favorire la costante fruizione dei servizi pubblici da parte dei cittadini stranieri, compresi i richiedenti protezione internazionale ospitati nei comuni dell’area metropolitana di Torino, facilitando l’accesso agli uffici, agli enti locali e ai presidi sanitari.

Mediatori culturali per far fronte al gap linguistico-culturale
Si offrirà, in questo modo, un supporto concreto nella gestione quotidiana delle attività lavorative sia al personale impiegatizio sia all’utenza straniera cui il servizio si rivolge, con lo scopo di far fronte al gap linguistico-culturale tra gli attori coinvolti nell’erogazione e ricezione dei servizi offerti.

Tale supporto potrà essere utile nelle attività dei front office, specialmente in materia di rilascio del codice fiscale e di registrazione dei contratti di locazione, favorendo la comprensione degli adempimenti e della modulistica da parte dei contribuenti stranieri e migliorando, in tal modo, il livello dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni.




4 pensieri su “Traduttori stranieri negli uffici pubblici perché gli immigrati non capiscono l’Italia: l’ultima follia di Lamorgese”

  1. Teste di cazzo!!!asilo, integrazione e rimpatrio sono un controsenso allucinante!Vuol dire che spendi x accoglierli, mantenerli e poi cercare di rimandarli indietro, nemmeno la semantica delle troiate che vomitate conoscete!!!
    Che poi sti parassiti debbano usufruire di tutto mentre a noi tocca pagare per loro e quello che a loro viene dato é negato agli italiani…vi morissero tutti famigliari e voi x ultimi!!!!BASTARDI!!!!

  2. Vabbè, ma l’avete vista e ascoltata bene il peggiore ę dannoso ministro degli interni degli ultimi 20 anni? Porca troia, Minniti al confronto era un genio, il ché è tutto dire.
    Imbarazzante solo parlarne.
    🐒🦧🦍

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