Risorse: in tre hanno stuprato la ragazza italiana mentre tornava a casa, per festeggiare una notte di furti

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Assieme ai due giovani marocchini finiti in carcere venerdì scorso, anche un terzo complice potrebbe aver preso parte alla violenza sessuale di gruppo commessa nella nottata fra il 25 e il 26 ottobre scorsi a Montecatini, nei confronti di una ragazza aggredita nel giardino condominiale mentre stava rincasando.

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Si tratterebbe del giovane più volte immortalato nelle ore precedenti all’aggressione dalle telecamere di sorveglianza cittadine, durante la serie di furti commessi dai due poi identificati e arrestati dai carabinieri e, a differenza di loro, rimasto senza un nome.

Fatto sta che martedì Abdelkabir El Hachadi, 25 anni, e Mustapha Erraji, che lui 25enne (entrambi domiciliati in provincia di Lucca, il primo a Barga e il secondo a Coreglia Antelminelli) sono stati interrogati dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pistoia, in videoconferenza con il carcere di Lucca, dove sono reclusi.

Entrambi, su consiglio dei loro avvocati difensori, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma, in una spontanea dichiarazione, Erraji ha ribadito di non aver partecipato alla violenza sessuale di gruppo che gli è stata contestata.

Comunque, i carabinieri del nucleo operativo di Montecatini sono riusciti a incastrarli grazie alle tracce di dna presenti su un guanto in lattice trovato sul luogo dello stupro. E anche al dna della ragazza violentata estratto da un calzino poi abbandonato dai due giovani in un vicino parco, assieme a parte della refurtiva messa insieme durante quella notte passata a commettere furti sulle auto e rapine, alcuni dei quali immortalati dalle telecamere di sorveglianza: oltre che dello stupro, i due giovani sono accusati di tre furti su auto, due rapine, uno scippo e un furto in abitazione.

È stato setacciando le registrazioni delle telecamere lungo il percorso fatto dalla ragazza per rincasare che i carabinieri hanno individuato i due giovani, che l’hanno seguita prima di aggredirla. Per poi , sempre attraverso le immagini video, in cui compare anche il terzo giovane rimasto sconosciuto, ricostruire l’intera loro nottata di reati.




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