Zaia: «Il Cts deve dire perché tutto è pericoloso tranne la scuola»

Condividi!

«Ho letto uno studio che spiega perché la variante inglese è più pericolosa: si “spegne” cinque giorni dopo il Covid normale, abbiamo davanti cinque giorni in più di infettività in totale oltre 13,2 giorni».

E poi sull’incontro governo-Regioni il governatore parla del nodo delle scuole. «Ho chiesto ufficialmente che il Cts si esprima formalmente pubblicamente rispetto all’apertura delle scuole. Il Cts deve dirmi perché altre forme di aggregazione sono pericolose e questa no. È bene che si faccia chiarezza e che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi non siamo in grado di fare una valutazione di carattere scientifico. Io le scuole le vorrei aperte, ma non posso non ricordare che chi ha riaperto le scuole prima di noi poi le ha richiuse. L’unico soggetto ad avere un quadro complessivo è il Cts, si esprima».

Perché le scuole sono le stalle dove il Pd alleva la mandria del domani. Quindi devono stare aperte. Come deve stare aperto il campionato di calcio per confondere la popolazione e il Festival di Sanremo.

“Le scuole sono un forte volano della circolazione del virus, ora è il momento più delicato di tutta la pandemia. C’è il rischio della terza ondata, per evitarlo può servire anche chiudere le scuole”. Lo afferma l’epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco, ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio1.




Un pensiero su “Zaia: «Il Cts deve dire perché tutto è pericoloso tranne la scuola»”

Lascia un commento