La terza ondata coincide col boom degli sbarchi: forte aumento contagi, sfiorati i 20mila nuovi casi

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C’era un solo modo di evitare la terza ondata: chiudere i confini. Invece porti ed aeroporti aperti. Mentre si tiene tutto il resto chiuso. Ecco come sono entrate le varianti. E come, un anno fa, entrò il virus cinese.

Oggi 19.886 casi e 308 morti, positività al 5,6%

In netta crescita la curva epidemica in Italia: i nuovi casi sono quasi 20mila, per l’esattezza 19.886, mai cosi’ tanti dal 9 gennaio (ieri erano 16.424). In lieve aumento i tamponi, 353.704 (13mila piu’ di ieri), che non basta pero’ a compensare l’incremento di casi, tanto che il tasso di positività sale dal 4,8 al 5,6%. I decessi sono 308 (ieri 318), per un totale di 96.974 vittime da inizio epidemia. Ancora in salita i ricoveri: le terapie intensive sono 11 in piu’ (come ieri), con 178 ingressi del giorno, e salgono a 2.168, mentre i ricoveri ordinari crescono di 40 unita’ (ieri -78), 18.257 in tutto. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

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In soli tre giorni di questa settimana i casi positivi sono stati quasi 10mila in più rispetto alla settimana precedente e, per l’esattezza, lunedì sono stati registrati 2.500 casi, martedì 3mila e ieri 4mila. E i numeri non sembrano volersi fermare, forse anche a causa della diffusione delle varianti. Come riportato dalla fondazione Bruno Kessler di Trento, la variante inglese nelle prossime due settimane potrebbe diventare prevalente rispetto al Covid-19 che è circolato fino a questo momento nel nostro paese. Al momento rappresenterebbe circa il 40% dei positivi. C’è da dire che la sua contagiosità è del 36% superiore al coronavirus finora conosciuto, come sottolineato martedì dal Comitato tecnico scientifico “pur con un ampio range di incertezza compreso tra il 18-60% sulla base dei dati delle due indagini condotte per determinare la prevalenza della variante nelle Regioni”.

Inoltre, sul portale dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in poco più di una settimana sarebbero diventate 8 le regioni che superano la soglia critica del 30% riguardante i posti letto nei reparti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid. Si tratta dell’Abruzzo (37%), del Friuli Venezia Giulia (33%), della Lombardia (33%), delle Marche (36%), del Molise (36%), della Provincia autonoma di Bolzano (35%), della Provincia autonoma di Trento (39%), e dell’Umbria (57%). Ricordiamo che il Molise ha richiesto al ministero della Difesa l’intervento dell’esercito per attivare nuovi posti letto di terapia intensiva.

E’ boom di positivi nel Milanese, 1.072 casi

Su 4.243 nuovi positivi in Lombardia la maggior parte si concentra nel Milanese che oggi fa registrare un boom di casi: 1.072 di cui 409 a Milano città (ieri 773 nel Milanese e 333 in città). Segue il Bresciano con 973 contagi, la provincia di Monza e Brianza con 356, la provincia di Bergamo con 329, Varese 316, Como con 305, Pavia 243, Mantova 215, Lecco 137, Cremona 103, Lodi 57, Sondrio 31.
9 minuti fa

Lombardia supera 4.000 casi, quasi 1.000 a Brescia

Continua a essere preoccupante la situazione a Brescia dove anche oggi i contagi sono in crescita e dai 901 di ieri sono saliti ai 973 di oggi. Ma i dati del contagio continuano a peggiorare in tutta la Lombardia con il tasso di positivita’ in crescita all’8.2% (ieri 6.5). Con 51.473 tamponi effettuati, sono infatti 4.243 i nuovi positivi in
regione con la citta’ metropolitana di Milano che torna a essere la piu’ colpita con 1.072 casi di cui 409 a Milano citta’. Aumentano i ricoveri in terapia intensiva (+1, 407) e negli altri reparti (+78, 4.024). I decessi sono 44 per totale complessivo di 28.228 morti in regione.

Sono sei le Regioni che rischiano di entrare in fascia arancione e sono Piemonte, Lombardia, Lazio, Marche, Puglia e Basilicata. Il Piemonte ha già reso noto che adotterà misure restrittive. Anche la città metropolitana di Bologna passerà in zona arancione scuro, dopo gli ultimi dati in aumento rilevati sull’epidemia: questo è quanto è stato deciso nella riunione pomeridiana tra Regione Emilia Romagna, Ausl e città Metropolitana di Bologna.

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Continuano a salire i casi nel Bresciano, 973

Continuano a salire i casi di coronavirus nel Bresciano dove oggi si registrano 973 positivi (ieri 901). Il dato emerge dal bollettino diffuso da Regione Lombardia sull’andamento della pandemia.

Galli, ospedale regge ma c’è preoccupazione

“In questo momento al Sacco siamo in una situazione che regge. Non abbiamo avuto un aumento della richiesta di ricoveri tale, nelle ultime ore almeno, da dire ‘aiuto, sta riesplodendo tutto’. Certamente c’è preoccupazione perchè i segnali che ci sono, come l’aumento del numero delle infezioni, sono tali da far pensare di dover reggere, nei prossimi giorni, l’eventuale impatto delle nuove infezioni che arriveranno a ricorrere all’ospedale”. Lo ha detto a I numeri della pandemia, su Sky TG24 Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano.




3 pensieri su “La terza ondata coincide col boom degli sbarchi: forte aumento contagi, sfiorati i 20mila nuovi casi”

  1. Il rapporto tra positivi su nuovi casi testati oggi esplode letteralmente 🤠 19,08%!!! Abbiamo avuto più tamponi ma meno nuovi casi testati, ciononostante si sono trovati un fottio di positivi, speriamo che i dati dei prossimi giorni confermino il treno. Bene i nuovi terapiati, maluccio invece i morti, vedremo se la terza ondata riuscirà a rianimare un poco la curva. Speriamo bene, i dati dei contagi di oggi sono molto incoraggianti, avevo perduto completamente fiducia nella terza ondata ma sono veramente felice di essermi sbagliato. Se parte, magari non arriveremo ai 1.500 morti al giorno, ma ad 800 penso proprio di si, e dopo tanti studi analisi e calcoli direi che ce li siamo proprio meritati.

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