Il ‘duro’ di Salvini al Viminale. Ong protestano, Casarini: “Lui è il falco del dl Salvini”

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Per capirlo basta scorrere gli ultimi post Facebook di Nicola Molteni, vulcanico deputato lombardo. A parte la passione per la Cantù cestistica, tutti gli altri contenuti condivisi con gli elettori parlano di sicurezza, furti, polizia, immigrazione, sbarchi, Ong e moschee. Dopo la rapina armata alle poste di Carimate, Molteni ha espresso tutto il suo sdegno promettendo una “interrogazione urgente” al ministro Lamorgese con cui oggi andrà a collaborare. Poi ci sono gli allarmi sulla “clamorosa riapertura” della rotta Balcanica, sulla “rinnovata presenza delle Ong” nel Mediterraneo, sulle nuove regole per ottenere l’asilo facile e su quei “34.134 SBARCHI NEL 2020!!!” (proprio così, scritto in maiuscolo). Molteni adesso dovrà vigilare sul ministro, impedendogli magari di fare quanto denunciato non molte settimane fa: ovvero portare avanti il nuovo bando nazionale per l’accoglienza dei richiedenti asilo, che – denunciava l’onorevole canturino – prevede “più servizi, platea dei beneficiari allargata e ritorno ai 35 euro” a migrante. Cioè “più soldi per richiedenti asilo e clandestini”.

Sottosegretari: Pd espulso dal Viminale, Salvini piazza il ‘duro’ leghista

La musica insomma cambierà. Difficile immaginare, ovviamente, che si possa tornare indietro e ripristinare i decreti Salvini così come approvati dal Conte I. Lamorgese non lo permetterebbe, e ovviamente neppure Draghi che non intende rompere il già debole equilibrio di maggioranza. Tuttavia Molteni sarà lì per limitare i danni di quelli che lui stesso chiamava “Decreti Clandestini” firmati da un governo “pericoloso” e “filo immigrazionista”, che ha “aperto porti e confini e svenduto la sovranità del Paese”. Quando a fine gennaio la Ocean Viking recuperò 372 immigrati e il governo li fece sbarcare ad Augusta, per dire, il neo sottosegretario puntò il dito proprio contro chi aveva “cancellato le norme” dei dl Sicurezza: “Azzerate le multe, i sequestri, le confische e la distruzione delle Ong. Il Viminale non batte un colpo e riparte la stagione del traffico di clandestini”. L’idea è continuare a battere il ferro nello stesso punto, però da una posizione privilegiata, costringendo così Lamorgese a rivedere parte delle sue scelte.

Paradossalmente, la miglior lettura politica di questa nomina l’ha data il nemico numero uno della stagione leghista al ministero degli Interni: Luca Casarini. Il capomissione di Mediterranea Saving Humans, parlando della “corazzata Potemkin” dei sottosegretari, ha sottolineato come al Viminale sia finito “il falco dei decreti Salvini”. Verissimo. L’obiettivo della Lega è infatti far sì che la conferma di Lamorgese diventi un rospo meno amaro da ingoiare. E che magari cambi qualcosa in tema di immigrazione.

Sì, ma il ministro è Lamorgese e gli altri due sottosegretari sono Scalfarotto e Sibilia.




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