Muore per Covid contratto da suo donatore polmoni

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Una donna e’ morta per Covid due mesi dopo aver ricevuto un doppio trapianto di polmoni: il virus le e’ stato trasmesso dai polmoni infetti del suo donatore. Il caso shock e’ accaduto in Michigan lo scorso autunno. La donna ha iniziato a stare male tre giorni dopo il doppio trapianto: aveva difficolta’ a respirare, la febbre alta e le lastre mostravano che aveva la polmonite, tutti sintomi di un caso grave di Covid-19. Il test, alla quale e’ stata subito sottoposta, e’ risultato pero’ negativo. Il suo medico, Daniela Kaul, ha deciso pero’ di indagare in maggiore profondita’ e ha ordinato un test per il Covid su un campione dei nuovi polmoni della donna. Il test e’ risultato positivo, mostrando come la donna avesse contratto il virus dai polmoni infettati del suo donatore. “E’ il primo caso confermato negli Stati Uniti di trasmissione del Covid tramite un trapianto di organi”, afferma Kaul in un’intervista al Washington Post.




7 pensieri su “Muore per Covid contratto da suo donatore polmoni”

  1. il discorso è molto semplice se non avesse ricevuto i polmoni avrebbe vissuto??….. sta notiza vox è ridicola. come diverse che pubblicate qua…………smettila di bannare e arivaffanculo

  2. Tralasciando l’orrido dramma personale di questa povera donna/cavia vittima delle fregole “scientifiche” del ramo oscuro della classe medica, che affonda in profondità le sue radici nel passato e le proietta vigorose verso il futuro, questa notizia suona come una barzelletta per le orecchie di chiunque abbia un minimo idea di cosa è in realtà un trapianto d’organi. Certamente non è quel che viene raccontato pubblicamente abusando della credulità popolare. L’ho visto coi miei occhi, nel caso di persone a me vicine, e c’è da dubitare che si tratti di una linea “terapeutica” da perseguire.

  3. Io invece credo alla notizia di Vox, per un trapianto di polmoni ne basta un pezzettino e se questo frammento d’organo è stato espiantato ad un individuo morto di polmonite virale è naturale che il ricevente, che versava già in condizioni critiche, non sopravviva. Come giustamente l’ha definita Ugo è stata una cavia umana a tutti gli effetti ma più che fare esperimenti di una qualche utilità si divertano al piccolo chirurgo fantasioso.

    1. LA CAMPAGNA PER IL PROCACCIAMENTO D’ORGANI
      RIPARTE DALLA MENZOGNA
      I mestieranti dell’espianto-trapianto
      turlupinano i familiari

      Un dossier pubblicato dal Corriere della Sera – Corriere Salute del 28 gennaio 2021 lancia la campagna per il procacciamento d’organi dopo la costatazione di un aumento dei “no” espressi al momento di rinnovare la Carta d’identità, con il calo delle donazioni e dei trapianti nel 2020 rispetto al 2019.
      Il giornalista interroga il direttore del Centro Nazionale Trapianti (CNT) Massimo Cardillo che conferma una opposizione che si attesta al 33,6%. In verità l’opposizione risulterebbe molto più alta se i cittadini fossero adeguatamente informati su come cancellare le donazioni date in gioventù durante decenni di indottrinamento nelle scuole.

      I cittadini informati si oppongono alla donazione perché sanno che le istituzioni sanitarie e i loro apparati di propaganda dicono Balle sulla cosiddetta “morte cerebrale”. La sanità omette sistematicamente di dire che la “morte cerebrale” è dichiarata su persona a cuore autonomamente battente e circolazione attiva, mentre il paziente respira ausiliato; omette di informare che l’espianto di organi si pratica su questa persona viva dichiarata “morta cerebrale”; omette di dire che hanno avviato illegalmente l’espianto di organi da persona a cuore fermo da 1/5 minuti, ma cervello vivo, con l’ausilio della circolazione extracorporea (ECMO). Sia i donatori in vita che i familiari che “donano” un parente, oggi non sanno quale delle due torture i medici adotteranno.

      Nel dossier del Corriere la truffa massima è data dalla divisione dei trapianti in “da cadavere” e “da vivente”, che vuole indurre il lettore a credere che l’espianto avvenga da un cadavere come da tutti è inteso (cioè in arresto cardio-circolatorio e respiratorio conclamato), mentre l’espianto si pratica su persona in cosiddetta “morte cerebrale” a cuore battente e sangue circolante che ha perso la coscienza. Invece da cadavere non si può trapiantare alcunché.

      Anche nel box del dossier Quali i criteri scientifici che accertano la “morte cerebrale” si dice una enorme menzogna in merito all’accertamento della “morte cerebrale” sui bambini. Non è vero che l’accertamento è di 12 ore per i bambini sotto i 5 anni e di 24 ore per i bambini al di sotto di un anno, ma al contrario anche i bambini sottostanno ad un risicato test di solo 6 ore come gli adulti (decreto Livia Turco dell’11 aprile 2008, aggiornamento del regolamento per la certificazione di morte cerebrale).
      Inoltre dopo questo cosiddetto accertamento sulla base di protocolli di Stato variabili, si mantiene il malato in vita il tempo necessario per l’espianto di organi, ma viene sospesa d’autorità qualsiasi terapia e la stessa ventilazione se si nega l’espianto. Cioè in entrambi i casi il paziente deve morire se la Commissione medica ha dichiarato la “morte cerebrale”.
      Non è vero che il rianimatore che ha partecipato alla dichiarazione di “morte cerebrale” sia categoricamente escluso dalle operazioni di trapianto.
      Non viene reso noto che fra i test previsti per il cosiddetto accertamento di “morte cerebrale” si continua a praticare il test dell’apnea, già denunciato a livello internazionale come gravemente lesivo per il paziente in quanto sospende la ventilazione ex abrupto, senza praticare il necessario “svezzamento”. E non viene reso noto che l’EEG (elettroencefalogramma) può essere silente ma non per questo assente.

      Questo dossier è menzognero anche quando afferma che in assenza della dichiarazione scritta del malato sono i familiari ad acconsentire al prelievo di organi come testimoni della volontà espressa in vita dal familiare. Non è così. Non è stato ancora emesso il Decreto attuativo per la dichiarazione di volontà secondo L. 91/1999 art. 5 e tutte le iniziative propagandate per ramazzare donazioni sono contro-legge così come “Una scelta in Comune” e le donor-card delle associazioni di settore.
      La Legge non dice che la famiglia può donare, al contrario dice all’art.23 che il prelievo può essere praticato se non c’è l’opposizione della persona o della famiglia. Quindi la famiglia ha il diritto di opporsi, oppure può rinunciare a questo diritto lasciando che la violenza di stato si esprima con l’espianto. Ma la famiglia non deve liberare lo Stato dalla responsabilità di leggi infami e di un atto criminoso addossando la responsabilità su di sé. La furbizia dei medici e degli operatori sanitari è grande perfezionata da corsi di addestramento all’inganno.

      Ci turba infatti la testimonianza, pubblicata dal dossier del Corriere, dei familiari di Gabriele Orio, 38 anni, che nel 2018 è stato squartato a cuore battente per essere trapiantato in 7 persone. Gabriele non aveva espresso in vita la sua volontà in ordine alla donazione e l’ospedale ha convinto la famiglia a dire un “si” all’unanimità. Così hanno scaricato sulla famiglia la responsabilità dell’omicidio del familiare. In realtà nessuno può decidere di donare un’altra persona, è contro-legge e immorale.

      Nonostante i corsi di formazione per abbindolare i familiari, la sfiducia nel sistema sanitario cresce a dismisura per i forzati sequestri che avvengono negli ospedali, motivati dalla pandemia inventata, e per gli artifici innestati nella comunicazione a distanza con i familiari in completo isolamento/ distanziamento nell’impotenza del sentimento negato, umiliato e ferito per sempre. Ne è una prova la segregazione degli anziani nelle Rsa, dei malati negli ospedali, l’impossibilità dei familiari di vederli, di sapere come stanno, le morti immediate, il veto di autopsia, la scomparsa dei morti, la cremazione praticata senza autorizzazione. Tutto ciò manifesta che si nasconde qualcosa di molto grave e illecito.

      Infatti i trapianti in tempi di pandemia sono una assurdità inammissibile alla logica della prevenzione e al buon senso. Dal Report 2020 del Centro Nazionale Trapianti, pubblicato nel gennaio 2021, risulta un totale di 3.441 trapianti (senza contare quelli da viventi sani), 400 in meno dell’anno precedente, ma anche tante sperimentazioni nel chiuso degli ospedali: trapianto di polmone da donatore positivo al virus su un paziente Covid; 8 trapianti di fegato a pazienti positivi al coronavirus; 875 trapianti di midollo da non consanguinei …
      In sintesi in Italia si è registrato un calo di solo il 10% dei trapianti, mentre in Francia e Germania è intorno al 20%. In Svizzera per prevenzione hanno bloccato i trapianti di reni, mentre in Italia ne hanno fatti 1.907.
      Due pesi e due misure. Per i cittadini sani restrizioni, isolamento, controlli, tamponi, quarantene, mascherina, vaccinazioni, per i medici trapiantisti negli ospedali-bunker libertà assoluta di mescolare organi, sangue, midollo… dimostrando che la pandemia è strumentale.

      Siamo in tempi di menzogne scientificamente e criminalmente organizzate per un nuovo ordine terapeutico espressione del nuovo ordine mondiale.

      Nerina Negrello
      Lega Nazionale
      Contro la Predazione di Organi
      e la Morte a Cuore Battente
      http://www.antipredazione.org

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